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Mondiali di calcio femminile. Il successo è tutta colpa del gender

Con un trafiletto sul Foglio, Camillo Langone sostiene che il successo dei Mondiali di calcio femminile è l'ideologia gender

La Nazionale di calcio femminile arriva agli ottavi dei Mondiali di calcio di Francia 2019. Nonostante la sconfitta, 0-1 contro il Brasile, le Azzurre sono prime nel girone e tutta l’Italia fa il tifo per loro. A dire il vero, non tutta. Sul Foglio, oggi è comparso un articolo a firma di Camillo Langone, scrittore e giornalista che definire reazionario sarebbe un eufemismo.

Poco più che un trafiletto, nel quale è riassunto il meglio di omofobia, maschilismo e amenità varie. A cominciare dal titolo, Bucate il pallone alle giocatrici di calcio, e sottotitolo, Il Mondiale femminile è contronatura, diciamo come stanno le cose.

Il gender e le donne contro natura che giocano a calcio

Secondo Langone (che già in passato aveva sfoggiato tutta la sua omofobia), le donne che giocano a calcio sono, appunto, contro natura, perché – riprendendo una altrettanto elegante boutade di Cecchi Paone – in tante non hanno «l’uomo in cima ai loro desideri». Per cui, poveri maschi che guardate le partite del Mondiale, non avete speranze, e nel caso ci fossero giocatrici etero, inutile «brameranno giovanotti atletici, mica voialtri tifosi da birra e da divano».

Già questo basterebbe a far drizzare i capelli in testa a chiunque, ma Langone non si accontenta e parte con la crociata gender (sì, è arrivato anche ai Mondiali di calcio).

Non state sostenendo un gioco innocente, cari amici. In Francia non si stanno giocando i mondiali di calcio femminile bensì i mondiali del livellamento sessuale. Senza lo strapotere dell’ideologia gender non si spiega il successo di questi campionati che prescrivono alle ragazze di tutto il mondo modelli contronaturali di forza, aggressività e ambizione capaci di distruggere la più delicata femminilità.

Verrebbe da ridere, se non fosse che da quando è iniziato il Mondiale, le giocatrici della Nazionale sono state bersaglio, soprattutto sui social, del maschilismo più becero. Se non fosse che in Italia le calciatrici non solo vengono pagate una miseria rispetto ai loro analoghi maschi, ma non sono nemmeno professioniste. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che, nel Bel Paese, c’è chi davvero crede alla pericolosissima ideologia gender che vuole omosessualizzare le società. E le conseguenze le conosciamo bene.

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2 commenti

  1. più che del solito maschilismo tirato in ballo a sproposito si tratta di generalizzato disinteresse malgrado la roboante propaganda. ma dove diavolo li vedete i tifosi e meno che mai le tifose di calcio femminile? forse si tratta di curiosi ma al momento di autentico tifo non c’è traccia . salvo, ovviamente, quanto strombazzato dalla propaganda

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