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Mondiali di calcio femminile. Megan Rapinoe non canta l’inno USA

Megan Rapinoe, attaccante USA e lesbica dichiarata, non canta l'inno per protesta contro il presidente Trump

Mentre in Italia i media hanno scoperto l’esistenza della Nazionale di calcio femminile (compresi gli sterili commenti di Alessandro Cecchi Paone), il Mondiale di Francia 2019 prosegue con una polemica che arriva direttamente dalla squadra a stelle e strisce.

Martedì 11 giugno, è scesa in campo la Nazionale USA, che ha battuto (eufemismo) 13-0 la Thailandia. Prima del fischio di inizio, le calciatrici – come di consueto – hanno cantato l’inno nazionale. Tutte tranne una, Megan Rapinoe, attaccante americana, dichiaratamente lesbica. In un’intervista a Yahoo Sport, il mese scorso la calciatrice aveva annunciato di non voler cantare l’inno, come segno di protesta nei confronti dell’amministrazione Trump.

Probabilmente non mi metterò mai la mano sul cuore. Probabilmente non canterò mai più l’inno nazionale. È un modo per dire “Fottiti”, per ogni sorta di disuguaglianza o cattivi sentimenti che l’amministrazione Trump ha nei confronti delle persone che non sembrano esattamente come lui.

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E a proposito di Casa Bianca, Megan Rapinoe, che ha una relazione con la star della WNBA, Sue Bird, ha fatto sapere che, nel caso la sua dovesse vincere la quarta Coppa del Mondo, non  accetterà l’invito tradizionale alla Casa Bianca

Non ho intenzione di fingere con il presidente, di fare l’amicona con una persona che è chiaramente contro le cose per cui mi batto e contro quello che sono.

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Un commento

  1. Sono lesbica, vivo sei mesi all’anno a New York, non sopporto anch’io l’amministrazione Trump, ma l’inno Nazionale Americano c’era prima e ci sarà dopo Trump e non c’entra nulla con essere in disaccordo sulla sua politica, Gli Stati Uniti d’America ne hanno passati di Presidenti alla Trump, ma sono sempre rimasti fedeli ai loro valori, alla loro libertà e voilontà di cambiamento, nessun Presidente omofobo riuscirà a portare indietro nel tempo questa Nazione, non si canta l’inno per un Presidente lo si canta per il tuo paese, poteva non partecipare ai mondiali e dire no alla Nazionale e spiegarne le motivazioni, questa sarebbe stata una vera protesta.

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