Mondiali di calcio Russia 2018, è già allarme per i tifosi LGBT

Sondaggio svela: 4 Russi su 10 certi che i tifosi LGBT potrebbero essere attaccati

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Per i Mondiali maschili di calcio Russia 2018, non ci sarà alcuno “sconto” per i tifosi LGBT. In occasione delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, di poco successive all’introduzione delle legge omofoba contro la “propaganda gay”, il clima per i tifosi era teso ma non preoccupante. Per la Coppa del Mondo la vita in trasferta dei tifosi LGBT sarà invece messa a dura prova.

Le paure di diversi Paesi su possibili episodi di discriminazione e violenza contro i propri supporter LGBT si sono già tramutate in vademecum che sconsigliano dimostrazioni di affetto in luoghi pubblici. Anche solo tenersi per mano. Ora un sondaggio condotto in Russia riporta l’argomento ad un’allarmante attualità: circa 4 Russi su 10 (39%) ritengono altamente probabili aggressioni verso i tifosi LGBT.

I risultati dell’indagine condotta da Bonus Code Bets segnala con preoccupazione che la fascia d’età che ritiene più probabili le aggressioni è quella tra i 16 e i 24 anni. La Generazione Putin, insomma, cresciuta con il leader.

La punta più significativa a livello geografico è la regione Rostov-on-Don, che ospiterà nella prima settimana del torneo Brasile vs Svizzera e Uruguay vs Arabia Saudita. La percentuale sale fino al 47%. Il 24% degli intervistati ha inoltre espresso in generale la propria irritazione verso la presenza di persone LGBT.

Russia 2018, cautela necessaria per i tifosi LGBT

Massima cautela quindi per i tifosi LGBT che seguiranno la propria squadra del cuore in Russia. La raccomandazione principale è di tenersi in contatto con le ambasciate di riferimento.

La FIFA ha punito le squadre nazionali responsabili di cori omofobici in passato, ma la verità è che con la scelta della Russia come sede il danno è ormai fatto. Sarebbe infatti auspicabile non accettare le candidature da Paesi che negano i diritti umani. Dall’approvazione della famigerata legge del 2013 contro i diritti LGBT, i crimini d’odio contro la comunità arcobaleno in Russia sono più che raddoppiati. La condanna della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo arrivò alle orecchie sorde di un mondo mosso dal denaro, con conseguenze che perdurano.

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