“Monica”, esce oggi l’ultimo esplosivo videoclip di M¥SS KETA [VIDEO]

L'artista musicale porta un immaginario pop e surreale nel suo ultimo video

M¥SS KETA, l’artista musicale mascherata che spopola online, dopo l’anteprima venerdì 29 giugno nella Milano Pride Week pubblica oggi ufficialmente il video del suo ultimo singolo, “Monica, prodotto da Populous. Il video ha una connotazione pop molto forte, con un’atmosfera che richiama le prime commedie di Pedro Almodovar (Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio).

Il video è stato diretto da Simone Rovellini con la direzione creativa di Motel Forlanini. “Monica” è il quarto singolo estratto dall’album UNA VITA IN CAPSLOCK. Dopo le confessioni intime del precedente “Una donna che conta”, M¥SS KETA si ritrova nel video circondata da parrucchiere pettegole, avidi banchieri e star dello spettacolo in sua adorazione che la chiamano in continuazione con il suo più intimo e segreto nome:

OGNI GIORNO, OVUNQUE, TUTTI MI CHIAMANO… MONICA!

Il video è un omaggio a un’icona della femminilità italiana, Monica Bellucci, con tanto di citazioni dirette: la celebre accensione della sigaretta di “Malena” di Giuseppe Tornatore e la rapina di “I Mitici – Colpo gobbo a Milano” diretto da Carlo Vanzina. Oltre alla gang delle Ragazze di Porta Venezia (Miuccia Panda, La Iban, La ChaCha e La Prada), il video vede la partecipazione di Daphne Tarantula e La Manu, che prestano anche le loro voci nella canzone, e le guest star d’eccezione Elodie e Joan Thiele, nel ruolo di sospettose femme fatale.

Monica, l’ultimo singolo di M¥SS KETA

Il video di MONICA è la vetta onirica in cui trionfa la mescolanza fra l’alto e il basso, fra il colto e il nazional popolare, pratica in cui M¥SS KETA è regina incontrastata. Una dimensione in cui l’estetica pop e “cartoon” è portata all’eccesso grazie alle scenografie di Gio Pastori e agli oggetti di Alessandro Mensi, props-maker e set decorator, e che racchiude in una centrifuga le insegne dei bar del Nevada degli anni ’50, le tartarughe Ninja, Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Fortunato Depero. Un mondo che attraverso personaggi, scene, e costumi ribadisce ancora una volta la volontà di espressione totale e l’orgoglio di rivendicare la propria assoluta libertà.

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