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Nazionale USA calcio femminile. Megan Rapinoe risponde a Trump: «Non si può vincere senza gay»

Dopo la vittoria sulla Francia, la Rapinoe ha risposto alle polemiche tra lei e Trump: «Non si può vincere senza i gay in nazionale»

Non si placa la polemica a distanza tra Megan Rapinoe, attaccante della Nazionale USA di calcio femminile, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Tutto è iniziato con la prima partita del Team USA ai Mondiali di Francia, quando Megan Rapinoe, lesbica dichiarata, si era rifiutata di cantare l’inno americano.

In un’intervista a Yahoo Sport, il mese scorso la calciatrice aveva annunciato le sue intenzioni come segno di protesta nei confronti dell’amministrazione Trump. Come se non bastasse aveva fatto sapere che, in caso di vittoria della Nazionale USA, non sarebbe andata alla Casa Bianca: «Non ho intenzione di fingere con il presidente, di fare l’amicona con una persona che è chiaramente contro le cose per cui mi batto e contro quello che sono».

La risposta di Donald Trump

La risposta di Trump è arrivata, come spesso succede, attraverso Twitter che, irritato, ha replicato: «La calciatrice Megan Rapinoe ha dichiarato che «non verrà alla Casa Bianca in caso di vittoria», oltre alla NBA i campioni e le squadre amano venire alla Casa Bianca. Sono un grande fan della squadra femminile di calcio, ma Megan dovrebbe vincere prima di parlare! Finisci il lavoro!

E ancora: «Non abbiamo ancora invitato Megan o il team, ma ora sto invitando il TEAM, che vinca o che perda. Megan non dovrebbe mancare di rispetto al nostro Paese, alla Casa Bianca e al nostro Paese, tanto più che è stato fatto tanto per lei e per la squadra. Sii orgogliosa della bandiera che indossi. Gli USA stanno facendo cose GRANDI!»

La replica di Rapinoe: «Non si può vincere senza i gay»

La replica di Megan Rapinoe a The Donald è arrivata prima sul campo, con una doppietta alla squadra francese durante i quarti ai Mondiali, e poi con una frase lapidaria: «Non si può vincere una competizione come questa senza gay in squadra, non è mai successo prima. È scienza – ha detto la Rapinoe -. Sono motivata dalle persone a cui piaccio e che combattono le mie stesse battaglie. Mi danno molta più energia che provare a dimostrare agli altri che si sbagliano. Per me essere gay durante i Mondiali e il mese del Pride è fantastico».

Intanto il team USA affronterà domani alle 21 le inglesi per giocarsi un posto in finale. Staremo a vedere cosa accadrà.

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Un commento

  1. Certo io tifo per gli USA e per Megan in particolare, ma forse prima di sbattere sul muso a questo presidente tutte le cose più che giuste bisogna vincere altrimenti questo comincerà a parlare e non la finirà più e latro che tappi nelle orecchie.

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