Nuovo ddl Pillon contro il “turismo riproduttivo” e stop al riconoscimento di bambini con due mamme o due papà

Il senatore leghista Pillon ha presentato un nuovo ddl nel quale è previsto il carcere per chi accede alla GPA e lo stop al riconoscimento di bambini con due mamme e due papà

«L’utero in affitto è uno schifo, una delle peggiori forme di violenza contro le donne. […] Non si possono comprare, affittare e nemmeno regalare né le donne né tantomeno i bambini. La legge italiana già punisce con la reclusione questo abominevole delitto, ma qualcuno che si crede più furbo va a comprarsi impunemente i bambini all’estero, affittando l’utero di povere ragazze straniere». Questo è quanto ha dichiarato il Senatore legista Simone Pillon all’Adnkronos per illustrare il suo nuovo disegno di legge.

Dopo quello sull’affido condiviso, che mina dall’interno la legge sul divorzio, il Senatore del Carroccio ha presentato una legge che, con la scusa della GPA, va a colpire al cuore le famiglie composte da due uomini e due donne. Oltre a proporre pene che vanno dai 3 ai 6 anni e una multa fino a un milione di euro per chi «in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità», il Pillon bis intende «dare una definitiva indicazione che renda impossibile iscrivere o trascrivere atti di nascita di minori con due padri o con due madri».

Il riconoscimento dei bambini con due papà e due mamme

Lo stralcio della cosiddetta stepchild adoption dalle unioni civli ha creato un vero e proprio vuoto legislativo rispetto alla filiazione nelle coppie dello stesso sesso. In un primo momento le coppie gay e lesbiche avevano fatto ricorso al Tribunale per ottenere l’adozione del figlio del partner. Negli ultimi anni, diversi comuni hanno iniziato a iscrivere all’anagrafe i bambini nati da coppie di mamme e trascrivere i certificati esteri dei bambini nati all’estero da coppie di papà. Ma nessuna legge nazionale regola il rapporto tra il genitore non biologico (in una coppia omosessuale) e i suoi figli.

Per il Senatore Pillon, riconoscere i bambini nati in coppie dello stesso sesso, è una «violazione delle più elementari esigenze naturali oltre che del primario e superiore interesse del minore a non essere separato dai propri genitori naturali, come previsto dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia». Una visione piuttosto forzata della legge, dato che tutte le sentenze che obbligano i comuni a trascrivere gli atti di nascita di bambini con due papà, o di iscrivere all’anagrafe entrambe le mamme, lo fanno proprio in riferimento al superiore interesse del minore.

La strana alleanza con certe “femministe”

Immagino che alcune femministe stiano festeggiando. Del resto le loro argomentazioni contro la GPA (anche se questa legge, va detto, colpirebbe anche le coppie di donne, che non possono accedere alla fecondazione eterologa in Italia) sono le stesse del Senatore Pillon. Come si legge sul sito di Adnkronos:

“Le tristi pratiche dell’utero in affitto e della compravendita di gameti umani pur essendo considerate delittuose dal nostro ordinamento (legge n. 40 del 2004) sono purtroppo impunemente utilizzate da alcuni nostri connazionali che non si fanno scrupolo di acquistare gameti umani scelti su veri e propri cataloghi on line, impiegando poi le donne quali autentiche incubatrici”. I bambini nati a seguito di quello che il relatore definisce “un autentico contratto di locazione di utero” vengono “immediatamente tolti alla madre e consegnati a quelli che potrebbero esser definiti ‘acquirenti’, violando in tal modo i più basilari diritti dell’essere umano”.

Sembra quasi inutile sottolineare che le donne portatrici non sono le madri dei bambini nati da GPA e che i donatori di sperma non sono i papà dei bambini nati con l’eterologa. Ma è doveroso sottolineare che la legge colpirebbe solo e soltanto le coppie gay e lesbiche. In Italia la fecondazione eterologa è consentita alle coppie eterosessuali, mentre delle coppie etero che vanno in Ucraina o Russia per accedere alla GPA non ne parla nessuno, e sono totalmente invisibili.

Purtroppo siamo entrati in una fase di totale cortocircuito, nella quale certe “femministe” e gli integralisti cattolici, omofobi e ultra conservatori, si uniscono in una battaglia comune. Ma chi ne paga le conseguenze è sempre la comunità LGBT+.

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La Mile

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