Omofobia a Parma, 19enne gay preso a pugni in un locale

La vittima dopo il bacio ad un ragazzo ha ricevuto insulti omofobi, poi la violenza

Un 19enne a Parma è rimasto vittima di un grave episodio di omofobia, a breve distanza temporale da quello capitato negli scorsi giorni a Roma. Nella notte fra lunedì 9 e martedì 10 aprile il ragazzo era accompagnato da amici e si stava intrattenendo in un locale in Via d’Azeglio. Dopo un bacio con un altro ragazzo, un gruppetto di balordi lì presente ha iniziato ad insultarli con epiteti omofobi per poi passare alle mani. Come si nota dalla cruda fotografia diffusa dalla vittima, i pugni presi in faccia gli hanno spaccato il labbro. Insieme ai due ragazzi c’era anche un altro giovane e due ragazze, mentre il branco degli aggressori contava su ben nove persone.

Mi trovavo in compagnia di un amico all’interno di un locale in via d’Azeglio che ogni tanto frequento. L’atmosfera tra di noi era tranquilla e ad un certo punto abbiamo iniziato a baciarci. Un gruppetto di ragazzi, che si trovavano anche loro nel locale, hanno iniziato a insultarci con epiteti omofobi molto pesanti. Noi non abbiamo reagito ma dalle parole sono subito passati ai fatti: uno di loro mi ha sferrato un pugno, che mi ha colpito al labbro, provocandomi una ferita. Per giustificarsi uno di loro ha detto che il problema era che io avevo offerto da bere a una ragazza del loro gruppo ma ovviamente non era vero; ci hanno insultato in quanto gay ed aggredito proprio per quel motivo.

Una presa di posizione netta è arrivata da Aula Tsunami, un gruppo studentesco dell’Università di Parma, che dalla propria pagina Facebook ha commentato:

A pochi giorni dal pestaggio di un ragazzo alla stazione Tiburtina di Roma da parte di un gruppo di naziskin, ieri sera durante una serata tranquilla tra amici un nostro compagno è stato aggredito per il solo motivo di esser gay. Pensiamo che questi non siano casi isolati, ma che siano un sintomo dell’ondata di intolleranza e xenofobia che ormai da qualche anno ha investito il nostro paese e che oggi più che mai è stata sdoganata anche a livello istituzionale. Chi fino a pochi anni fa si limitava a esprimere la propria ignoranza solo a parole, oggi si trova legittimato e sicuro di poter passare dalle parole alle azioni pensando di rimanere impunito.

Da parte nostra non ci faremo intimidire e continueremo a contrastare l’omofobia e tutte le altre forme di xenofobia attraverso percorsi di sensibilizzazione, ma stando attenti anche a costruire un piano di autodifesa adeguato ai tempi che viviamo.

Omofobia, il silenzio assordante delle istituzioni a Parma

Le istituzioni locali tacciono, a differenza di quanto accaduto recentemente a Bologna e a Roma, dove anche i sindaci hanno mostrato solidarietà alle vittime. Non può che preoccupare questo clima di omofobia diffuso unito alla violenza e alla sensazione di invincibilità, come se si fosse al di sopra delle leggi. E in effetti una legge manca all’appello, e non ci stancheremo mai di ripeterlo: l’inserimento nella legge Mancino dell’omotransfobia come aggravante nei crimini d’odio. Difficile pensare che sia possibile farla approvare già nella legislatura attuale (maggioranza relativa alle Camere al centrodestra), ma certo non impossibile ipotizzando alleanze su temi specifici di civiltà.

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