Omofobia. Scientificamente provata

Qualche giorno fa il Gazzettino ha pubblicato la lettera di un lettoreSecondo me l’omosessualità è una malattia
 e le guarigioni vengono tenute nascoste. Il titolo lascia poco alla fantasia. Ma il testo si spinge ben oltre:

Nonostante l’assiomatica certezza scientifica che due persone dello stesso sesso non generano vita, le istituzioni pubbliche, e assieme a loro la stragrande maggioranza dei media italiani, censurano sistematicamente le testimonianze degli omosessuali guariti. I sovvertitori dell’ordine naturale occultano all’opinione pubblica una realtà pressoché sconosciuta alle grandi masse, vale a dire quell’esercito di psicologici e psichiatri che silenziosamente hanno guarito e stanno guarendo migliaia di persone affette da presunta omosessualità.

Il lettore sostiene che di omosessualità si può guarire.

Se i professionisti della psiche umana e gli stessi ex “pazienti” avessero il coraggio di uscire alle scoperto e di asserire pubblicamente che l’omosessualità non è un problema sessuale, ma di identità perduta, moltitudini di “disorientati”, potranno finalmente tornare a vivere secondo le regole della natura.

Quindi se tutti gli ex omosessuali e i loro guaritori facessero coming out, si potrebbe debellare questa terribile malattia che affligge le società occidentali (si sa che gli omosessuali sono diffusi solo in Europa e in America). Peccato che dal lontano 1973 l’Associazione di psicologi americani abbia eliminato l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali e che consideri l’omosessualità una variante della sessualità umana. Però in giro, si trovano ancora sedicenti scienziati che sostengono il contratrio (e a me viene in mente quel fantastico film, But I’m a cheerleader).

Il più famoso è Richard A. Cohen, autore del libro Coming Out Straight, ovvero la sua teoria per guarire dall’omosessualità, uscito in America nel 2000 (peccato che due anni dopo, Dr. Cohen sia stato espulso dall’American Counseling Association per violazione del codice etico). Famoso, ahimè, il suo sito Gay to Straight (caro lettore del Gazzettino, se vai a farti un giro troverai una fantastica videogallery con tutti i coming out di omosessuali guariti).

Nel 2009, però, uno studio dell’Associazione degli psicologi americani (pubblicato anche dal New York Times) ha duramente condannato le teorie del dottor Cohen: “i professionisti delle malattie mentali non dovrebbero dire ai propri pazienti gay che possono diventare etero attraverso terapie o trattamenti”, anche perché molti dei sedicenti ex-gay e ex-lesbiche dopo aver subito il trattamento hanno sofferto di depressione e, in alcuni casi, si sono tolti la vita.

Ma attenzione, non si tratta di un filone esclusivamente americano, anche in Italia abbiamo il nostro guarisci gay e lesbiche, Mauro Palmaro (che per fortuna da un po’ non si fa sentire), leggete un po’ qui. L’articolo di Mauro Palmaro, Omosessualità? Si può uscirne, è tratto dal sito del NARTH (National Association for Research and Therapy of Homosexuality). Nella pagina “NARTH MISSION STATEMENT” si legge:

NARTH è un’organizzazione scientifica e professionale che offre speranza a chi combatte con un’omosessualità non desiderata. In quanto organizzazione, offriamo informazione educativa, conduciamo e raccogliamo ricerche scientifiche, promuoviamo trattamenti terapeutici e offriamo punti di riferimento a chi cerca la nostra assistenza.

Il NARTH, è stato fondato nel 1992 dallo psichiatra americano Joseph Nicolosi, secondo il quale l’omosessualità è un “disordine sessuale” che cerca di curare con la terapia. Ma quando, nel 2005, il Dr. Nicolosi ha comunicato i risultati del suo lavoro è emerso che un terzo dei pazienti, sebbene mostri segni di miglioramento, comunque continua ad avere relazioni omosessuali, un terzo è “curato”, anche se saltuariamente continua ad avere rapporti con lo stesso sesso, e infine un terzo non riesce a tornare sulla retta via. Insomma, un fallimento totale.

Ma il capolavoro l’ho trovato qua (ed è un sito italiano). A parlare è una certa Janelle Hallman, psicologa (?) statunitense che si occupa di omosessualità femminile. Ecco cosa dice a proposito delle lesbiche:

Al centro della lotta lesbica vi è una profonda, profonda convinzione di essere una ragazza inaccettabile, non desiderata, non amabile, brutta ed anche “velenosa” e dannosa per gli altri.

E ancora:

Le donne vogliono solo essere abbracciate. Vogliono riposare tra le braccia di un’altra donna, vogliono succhiare a un seno. Vogliono posare lo sguardo negli occhi di una donna come un bambino farebbe con sua madre. Ora, naturalmente, questo tipo di comportamento diventa sessuale nelle donne adulte. Ma non si tratta di sesso, e la maggior parte delle mie clienti dice: “Non mi importa del sesso! Voglio solo essere abbracciata, e non voglio essere sola”.

Chissà cosa ne pensano le porno-femministe. Loro sì, amano solo guardarsi negli occhi!

Ad ogni modo, la Hallman conclude il suo intervento con una frase davvero significativa:

La donna [lesbica] lasciata si troverà in uno stato di assoluto isolamento e solitudine, ancora preda del panico. E’ incredibilmente difficile terminare una relazione lesbica. Ci si sente morire. C’è qualcosa di emotivo che probabilmente raggiunge apici simili alla morte.”

Certo, perché le donne etero quando vengono lasciate, invece, fanno i salti di gioia.

Insomma, all’ottusità e all’omofobia non c’è mai fine, ancor peggio quando si maschera da seria ricerca scientifica.

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22 commenti

  1. Questo eterno discorso della finalità della natura, come se fosse un essere senziente superiore, non tiene mai conto di cose tipo terremoti o vulcani in eruzione o catastrofi naturali o sciami di meteoriti però, un filino in contraddizione con la “volontà” di far vivere la razza umana.

    1. “La donna [lesbica] lasciata si troverà in uno stato di assoluto isolamento e solitudine, ancora preda del panico. E’ incredibilmente difficile terminare una relazione lesbica. Ci si sente morire. C’è qualcosa di emotivo che probabilmente raggiunge apici simili alla morte.”

      Posso dire solo una cosa? questa secondo me parla per esperienza…

  2. Eccola lì, la frase con cui gli omofobi di tutto il mondo credono di infliggere la stoccata decisiva:”Vivere secondo le REGOLE DELLA NATURA”, se l’uomo avesse seguito le leggi naturali alla lettera, staremmo ancora nelle caverne a succhiare midollo dalle carcasse abbandonate, e forse è proprio quello che continuano a fare tutt’oggi questi pseudoscienziati, che mi ricordano tanto i santoni in tv, stile Otelma.
    Anche a me leggendo, è subito venuto in mente “But I’m a cheerleader” o “Electroshock” e poi arrivando alla famigerata frase ho pensato, come spesso mi accade quando sento frasi del genere, ad una sequenza di “Comizi d’amore” http://www.youtube.com/watch?v=4LolRArEaLE

  3. Un po’ di tempo fa, anche dopo aver ascoltato storie per me allucinanti, anch’io volevo fare il punto sulle teorie riparative. Mi chiedevo fino a che punto fossero tollerate a livello scientifico o potessero essere motivo per essere radiati dall’albo professionale. Per me è stato utile leggere “Omosessualità e psicoterapie” a cura di Tonino Cantelmi e Emiliano Lambiase. Riassumendo:
    L’American Psicology Association nel 2009 ha concluso che “Nessuna delle ricerche recenti (1999-2007) soddisfa gli standard metodologici che permettono di trarre conclusioni riguardo l’efficacia o la sicurezza di terapie di cambiamento dell’orientamento sessuale” e che “una terapia che incrementi l’abilità del paziente di gestire, comprendere, riconoscere ed integrare le preoccupazioni riguardo l’orientamento sessuale in uno stile di vita scelto da lui è l’approccio d’elezione”.
    L’egodistonia rispetto al proprio orientamento sessuale, e non l’orientamento sessuale in sè, viene considerato un disturbo, tuttora presente nell’ultima versione del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).
    Quello che un terapeuta può fare è consentire al paziente di prendere coscienza delle sue profonde motivazioni, delle diverse istanze. Nel caso di conflitto tra i propri desideri sessuali omoerotici e la propria identità religiosa, ad esempio, si cercherà di creare le condizioni per una composizione fra le forze in gioco.
    Rispettare il diritto del paziente all’autodeterminazione e non interferire con i suoi valori morali, potrebbe anche significare aiutarlo a contenere, per sua libera e consapevole scelta, inclinazioni in conflitto con la sua sensibilità etica.

  4. Ma allora! Siamo malati o abbiamo fatto una “scelta sbagliata”? Cazzo decidetevi, mettetevi d’accordo su come insultarci, per prima cosa.
    E poi boh, c’è gente che crede in qualsiasi cosa, a dispetto della scienza (quella vera). Persino quando si tratta di persone terze. A volte non capisco.

  5. mamma mia che valanga di cazzate… la piu’ bella pero’ e’ “potranno finalmente tornare a vivere secondo le regole della natura” AHAHAAHA quindi nudi, raccogliendo bacche e senza cellulare :)

  6. Beh…volendo, considerato che tutti gli estremi e gli estremismi sono da considerare un pò patologici, si, io mi considero affetta da una grande ed incurabile malattia: la passione smodata per la donna. Qualcuno sa qual è la cura?

  7. Ma cos’è questo? Il festival della c…ata italiana??? Non ho mai letto tutte insieme una tale serie di idiozie. Secondo me, la colpa è dell’assoluta ignoranza sull’omosessualità in cui ha vissuto il popolo italiano praticamente fino ad oggi. Ma per fortuna la situazione sta lentamente ma costantemente migliorando. La dimostrazione è data da quei sondaggi fatti anche in questi giorni sui matrimoni omosessuali. Oggi circa il 60% della gente è a favore. Dieci anni fa sarebbero stati decisamente meno, e venti anni fa probabilmente le percentuali si sarebbero capovolte. E’ evidente che gli oppositori urleranno sempre più forte le loro “ragioni” contro. Ma più forte urleranno, maggiore sarà l’evidenza della loro consapevolezza di una ormai imminente sconfitta.

  8. Ah aha hahahaha… “lotta lesbica”????
    Siiiii!!!!
    Mi voglio iscrivere!
    Ommioddiomioddio…
    Quanto alla visione (o “alle visioni”…?) di questa J.Hallman… resta solo da dire: ma che rapporto lesbico ha ‘scientificamente indagato’ questa qua???

  9. Io ‘sta cosa non la capirò mai, ma se Romano La Russa è indagato per tangenti perché gli devono chiedere cosa pensa dell’omosessualità?

    1. beh perche’ magari pensano che sono entrambe cose zozze… prendi tangenti, stai a vedere che hai qualche inciucio gay… (!) o forse perche’ ogni scusa e’ buona

    1. mi viene il vomito…
      allora se siamo malate/i perché gli dovremmo dar fastidio???
      Ma perché devono dar voce a certa gente?

  10. facciamo che rido per non piangere..
    con l’ultima frase hai detto tutto “all’ottusità e all’omofobia non c’è mai fine, ancor peggio quando si maschera da seria ricerca scientifica.”

    1. Io sono stato in cura da uno psicologo famoso citato sopra e ha gettato la spugna come era giusto che accadesse. Cari omofobi del cakkio ve dovete rassegnà… esistiamo anche noi e se volete possiamo convivere e socializzare pacificamente, altrimenti chi la dura la vince. Noi noin facciamo male a nessuno. Voi si!

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