L’Ordine dei giornalisti contro il titolo di Libero “Cala il Pil ma aumentano i gay”

L'Ordine dei giornalisti attacca Libero per il titolo contro i gay. Ma sono anni che il quotidiano dà voce a razzismo e omofobia

La giornata di oggi è iniziata con un titolo apparso su Libero, tanto surreale quanto omofobo: “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”. L’articolo firmato da Filippo Facci era un concentrato di nulla, da una parte le stime pubblicate dall’Office for National Statistics britannico, secondo il quale nel 2017 è aumentato il numero di persone che non si definiscono eterosessuali, dall’altra le cattive notizie sul fronte dell’economia italiana.

Il titolo ha fatto infuriare tutti, persino il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi che ha minacciato di togliere i fondi pubblici al quotidiano Libero. «Provo disgusto per il titolo del giornale Libero – ha scritto Crimi in una nota – Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti contro, poi oggi anche omofobi. Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti a un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia».

A ruota è arrivato un comunicato da parte dell’Ordine Dei Giornalisti.

Ciò che viene stampato rimane. Premesso che il Presidente Carlo Verna ha già disposto la segnalazione al Consiglio di Disciplina competente nei confronti di Pietro Senaldi, nell’esprimere lo sdegno per il titolo odierno di Libero “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay” il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti invita tutta la redazione del quotidiano a riflettere sulle sagge parole del dirigente scolastico del liceo scientifico Oriani di Ravenna che non ha cancellato la scritta “il preside è gay” ritenendola “pietra d’inciampo” per l’intelligenza umana.

La risposta da parte dell’Ordine è molto bella. Peccato che sono anni ormai che i giornalisti di Libero si sentano liberi di attaccare immigrati, minoranze etniche di vario tipo, donne, gay, lesbiche e transessuali. E hai voglia a fare segnalazioni, di fatto nulla cambia. Forse se provassimo ad educare le persone al rispetto e alle differenze, nessuno sentirebbe più l’esigenza di leggere un giornale come Libero.

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La Mile

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