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#Politiche2018. La top ten dei politici omofobi. Pt1

Una rassegna con i politici più omofobi che concorrono alle prossime elezioni, ma anche quelli che per fortuna non vedremo più

Il 4 marzo si vota per rinnovare il Parlamento. Nel frattempo, assistiamo ad una delle campagne elettorali più brutte di sempre. Per esempio, non sapremo chi governerà il Bel Paese, nemmeno dopo il 4 marzo. Berlusconi? Ops, non può. Condannato in terzo grado per evasione fiscale, per gli effetti della legge Severino non può essere rieletto. Ma non temete, potrebbe tornare su come la peperonata (cit.) dopo la sentenza della Corte di Strasburgo (eh, proprio quella sui diritti umani). Oppure nominare un suo fedelissimo.

Alla destra di Silvio ci sono Matteo Salvini, pronto con le ruspe, Giorgia Meloni, che ha rubato il photoshoppista di fiducia a Donatella Versace, mentre Luigi Di Maio (che non è né a destra né a sinistra) è alle prese col pallottoliere per contare i soldi restituiti dai suoi parlamentari. Nel centrosinistra, Il PD sbiadito di Renzi sta un po’ sulle balle a tutti.

A sinistra del PD c’è D’Alema che finalmente ha detto qualcosa di sinistra: Pietro Grasso. Poi ci sono i piccolini, i radicali con Emma Bonino, i fiori petalosi della Lorenzin, e quelli più piccolini, come Potere al Popolo, irriducibili col poster in camera del Che. Infine ci sono piccoli che dovrebbero sparire per sempre: CasaPound e Forza Nuova, due partiti apertamente fascisti che per qualche strano motivo (in Italia l’apologia del fascismo è reato) concorrono a libere elezioni democratiche.

L’enciclopedia omofoba scritta da Mario Adinolfi

In questo quadro già così fosco, è giusto ricordare chi, negli ultimi anni, si è lasciato andare a commenti e frasi omofobe che hanno reso, e ancora rendono, il nostro paese zoppicante in fatto di diritti. Cominciamo dall’uomo che le ha sparate più grosse di tutti: Mario Adinolfi. Con lui si potrebbe scrivere l’enciclopedia dell’omofobia, un volume in 10 tomi pieno zeppo di odio nei confronti delle persone LGBT, nonostante l’ex aspirante leader del centrosinistra dichiari: «Non ho mai scritto una parola omofoba in vita mia».

Il padre spirituale, insieme a Gianfranco Amato, del Popolo della Famiglia, che alle comunali di Roma racimolò un miserrimo 0,6%, senza vergogna si ripresenta alle politiche e minaccia Renzi. Ieri sera in Tribuna elettorale su Rai2 ha detto:

Avete presente lo striscione del Family Day? “Renzi lo ricorderemo”, ecco è arrivato il momento. Non ci alleeremo mai con il centrosinistra che ha voluto le unioni civili.

Immagino che Renzi, già disperato per la sorte del suo partito, sentendo le parole di Adinofi sia scoppiato in lacrime: «Come faremo senza Mario?» In effetti, il Popolo della Famiglia ha un bacino elettorale talmente ampio da non essere nemmeno contemplato nei sondaggi. Insomma, quella folla oceanica del Family Day, «siamo tre milioni», preferisce votare qualcun altro. Per esempio, CasaPound e Forza Nuova. Con manifestanti intrisi di nobili ideali. Tipo l’omino qui sotto, che in molti riconoscono come Luca Traini, ovvero l’attentatore di Macerata. Fascista, xenofobo e, ovviamente, anche omofobo.

Viene un po’ voglia di espatriare?

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