ProVita e Lega insieme in Senato per un convegno contro l’aborto

Dopo le elezioni del 4 marzo, la forza trainante del centrodestra è risultata la Lega e con lei una grossa fetta di integralismo ultra cattolico, omofobo e antiabortista. 

Che il clima politico e sociale sia cambiato è sotto gli occhi di tutti. Dopo le elezioni del 4 marzo, la forza trainante del centrodestra è risultata la Lega e con lei una grossa fetta di integralismo ultra-cattolico.

A riprova di ciò, arriva il convegno antiabortista che si è tenuto oggi nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. Sì, gli attivisti di ProVita  – quelli che avevano fatto affiggere per le strade di Roma l’orrido manifesto con un feto, poi rimosso – sono arrivati proprio nel cuore del Senato italiano.

Il titolo del convegno la dice lunga sugli argomenti trattati: “Per la salute delle donne. Le gravi conseguenze dell’aborto sul piano fisico e psichico”. Fa ancora più impressione leggere che tra i relatori ci sono, oltre a Lorenza Perfori, autrice del libretto “Per la salute delle donne” (edito da Pro Vita), tre senatori e senatrici del Carroccio: Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato, Raffaella Marin e Maria Saponara.

Popolo della famiglia flop, ci pensa la Lega

E mentre il Popolo della Famiglia, capeggiato da Mario Adinolfi, alle ultime elezioni è riuscito a conquistare un minimo 0,6%, la politica oscurantista e omofoba delle associazioni ultra cattoliche ha scelto la strada più facile per arrivare al cuore delle istituzioni italiane: appoggiarsi ai partiti di destra che sono usciti vincitori dall’ultima tornata elettorale.

Come riportato da Repubblica, Pro Vita ha lanciato una petizione da presentare al nuovo ministro della Salute «affinché garantisca che le donne vengano messe a conoscenza delle conseguenze, provocate dall’aborto volontario sulla loro salute fisica e psichica». Una mossa che, senza girarci troppo attorno, intende polverizzare la legge 194, quella che dal 1978 regola l’interruzione di gravidanza.

Nell’incertezza politica che attraversa l’Italia – dove l’altro vincitore, il Movimento 5 Stelle, finora non ha mai dato troppo spazio ai diritti civili e delle donne – non ci resta che prepararci ad una lunga battaglia.

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