Quello che non so di lei, arriva in Italia il thriller lesbico di Polanski

Si può sempre separare la produzione artistica dal vissuto dell'artista?

Dal 1° marzo sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane Quello che non so di lei (D’après une histoire vraie), l’ultima pellicola di Roman Polanski. Il thriller aveva già fatto capolino lo scorso anno fuori concorso alla 70^ edizione del Festival del Cinema di Cannes.

Una trama che parla di una relazione fra due donne e la certezza dell’assoluto valore artistico del cast e del regista, eppure, eppure… Eppure quando si tratta di Roman Polanski c’è sempre quella nota stridente, quella necessità quasi fisiologica di fare un passo indietro e rivalutare tutti i possibili risvolti di una scelta semplice come guardare un film. Stessa cosa per Woody Allen, ma forse per Polanski di più. Perché Polanski il suo crimine (nel 1977 fu riconosciuto colpevole di aver drogato e approfittato di una ragazzina non ancora 14enne) lo ha ammesso. Dubbi sulla veridicità del fatto non ce ne sono.

In un’epoca che rimuove Kevin Spacey da un film per accuse di molestie, Polanski lavora senza alcun problema nonostante la certezza di un reato ancora più grave.

Si può superare la dicotomia tra la fruizione di un prodotto di valore artistico e il giudizio sul vissuto riprovevole dell’artista? Non c’è risposta univoca e soddisfacente in entrambi i sensi. Oggi non abbiamo alcun problema nell’andare a visitare una mostra di dipinti di Egon Schiele, nonostante la condanna analoga a quella di Polanski. Il tempo fa emergere solo il bello di un artista. Il presente più che mai resta un luogo di traumi e incertezza.

Quello che non so di lei, la trama

Quello che non so di lei

La trasposizione del romanzo Da una storia vera di Delphine de Vigan vede l’autrice di un best seller, Delphine, soffrire del “blocco dello scrittore” durante la stesura della sua nuova opera. Mentre Delphine inizia a ricevere lettere anonime che l’accusano di aver compromesso la sua famiglia con il romanzo di debutto su sua madre, entra nella sua vita Elle (Eva Green). Giovane, sexy e intelligente, Elle sembra capire meglio di chiunque altro la scrittrice e intreccerà con lei una relazione.

 

 

Share Button
Tags

Articoli correlati

8 commenti

  1. A parte il discorso sulla molestia di Polanski, ma il film l’avete visto??? Perché nel titolo dell’articolo scrivete “thriller lesbico” e dentro al testo parlate di “relazione” tra i due personaggi…
    Beh nel film non ce n’è traccia…

  2. Io capisco il vostro pensiero, però come decido di non consumare un prodotto se so che il produttore non rispetta alcuni valori che ritengo fondamentali, così decido di non comprare un biglietto per un film, una partita o altro.

    .

  3. io come regola separo sempre l’opera dall’artista senza nessun problema. Se dovessi vedere film, leggere romanzi e ascoltare musica realizzata da “brave persone” non vedrei nè leggerei niente o quasi. Si può essere grandi artisti e persone orrende, accettiamolo

    1. Per come la vedo io, non c’è morale.
      Polanski dal punto di vista artistico è bravissimo e se c’è curiosità verso un suo prodotto, peraltro in questo caso con una trama LGBT, non è giusto giudicare chi riesce a mettere da parte il giudizio personale e va a guardare il film.
      Polanski però dal punto di vista umano è un omuncolo scappato dalla legge dopo un grave reato, e se qualcuno non riesce a superare il “trigger” o comunque non trovasse etico finanziarne l’attività acquistando il biglietto, avrebbe tutte le buone ragioni per non andare al cinema.
      Si entra appunto in una zona grigia dove non c’è la cosa giusta o la cosa sbagliata da fare. Ognuno sceglie se e come separare l’artista dall’uomo.

      1. Grazie di aver risposto, non capivo la vostra posizione, tutto qua, ora mi è chiaro :)

      2. Il problema secondo me è proprio quello, che non ha pagato per il gravissimo reato. Come non lo ha fatto Woody Allen. Se avesse pagato per quello che ha fatto sarebbe una situazione diversa. Così è solo uno schifoso che l’ha fatta franca e ha continuato a bere champagne con i suoi amici sempre presenti ad idolatrarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Detected

Senza pubblicità LezPop non può sopravvivere. Per favore, disabilita il tuo adblocker. Grazie!