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Radio Maria. La vignetta contro le donne senza figli (e lesbiche)

Su Facebook, la vignetta di Radio Maria contro le donne senza figli: un vergogna che ci riporta all'età della pietra

La pagina Facebook di Raio Maria, emittente vaticana, ha pubblicato una vignetta sulle donne, con una didascalia piuttosto ambigua: «notate qualcosa di strano?». Nel giro di poche ore, si è scatenato il putiferio e il post è stato cancellato.

La vignetta è dedicata alle donne: in cima una signora felice, di quelle dell’ottocento, ben vestita con tanti pargoli. A seguire quella degli anni ’50, meno figli ma ancora in aura di beatitudine. Poi la donna con un solo figlio, più interessato al cellulare che a sua madre. Infine, una donna senza figli, ma con molti gatti.

È evidente che l’ultima è prossima all’inferno (giù per una montagna di cui non si vede la fine, ma la si intende). È sciatta e non ha l’aria fiera come la damina dell’ottocento, e nemmeno come la donna perfetta del dopoguerra (per intederci, quella che stava in casa, cornuta e mazziata, mentre il marito andava in giro a cornificarla). Non ha nemmeno la consolazione di un figlio, seppur maleducato. Anche se, a dire il vero, la terza donna porta direttamente all’ultima, quella senza pargoli.

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La donna senza figli

Quella donna potrei essere io. Non ho un gatto, ma un carlino che amo come un figlio (consapevole che sia un’altra cosa, ci mancherebbe, ma l’affetto e le cure, si sa, non conoscono né genere, né specie). Potreste essere voi, lesbiche gattare, che dopo la fine di un rapporto litigate su chi debba tenersi la moltitudine di mici che avete adottato, raccattandoli per strada o ai gattili. O magari comprandoli in un negozio. Potrebbe essere una donna sterile, o una donna che semplicemente sta bene così, con i suoi gatti (o con i suoi cani, pappagalli, galline, iguane… quel che le pare).

Ma queste donne, quelle senza figli, a Radio Maria non piacciono. Così come a noi non piace Radio Maria. Perché di moderno l’emittente vaticana ha solo le antenne, capaci di raggiungere ogni angolo del globo, anche i citofoni di Roma e provincia. Tutto il resto è ignobilmente fermo all’età della pietra. E di questo, i signori di Radio Maria dovrebbero solo vergognarsi.

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7 commenti

  1. Bentornate raghe, sentivo la vostra mancanza.
    L’umanità temo proprio che non ce la farà, ma se dovesse farcela sarà solo per merito nostro che ancora sappiamo amare invece che solo appartenere.
    Suore coraggio, siete donne, persone intere e non solo serve, prendetevi la vostra parte di mondo, vi spetta di diritto e non per concessione.
    Baci.

  2. …prima di esprimere le proprie idee, magari informarsi!
    Radio Maria NON È una radio del Vaticano, tanto che su alcune questioni il Vaticano stesso l’ha bacchettata!

  3. L’involuzione della specie: nell’ottocento i figli, pur nella povertà peggiore, erano dei doni, dopo la guerra donne che lavoravano anch’esse consce che i mariti avevano il senno di non infangarne le promesse matrimoniali (prova filmata: https://www.youtube.com/watch?v=jhp5m8RCX5w) continuavano a fare figli, Ogni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora stanco degli uomini-Tagore, poi è arrivato il 68 e il 78 e uccidere i propri figli è stato delegittimato, e ora o i figli non li si fa (l’ultimo gradino del putridume) o se ne fa uno solo e lo si riempie di cose e non di gesti e sentimenti, e l’inferno, come dice Calvino, è già qui. Vediamo di coltivare quello che inferno non è, e di dargli di che prosperare

  4. Dovremmo lanciare una campagna tipo JE SUIS LA GATTARA…. Assurdo! Che poi come scrivete nell’articolo, è un attacco alle donne a prescindere dall’orientamento sessuale…

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