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Registrati i primi figli di due mamme. Chiunque pensi che le «famiglie gay non esistono» doveva essere oggi a Milano

Oggi a Palazzo Marino si è (tra)scritta la storia

Ci sono emozioni che lasciano il segno. Non è il claim di uno spot televisivo, ma qualcosa di reale. Perché non solo emozioni, sono diritti. Ed è quello che è successo oggi a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove sono stati registrati i figli di quattro coppie composte da donne.

La registrazione dei certificati di nascita con entrambe le madri è stata voluta da Beppe Sala, il Sindaco di Milano, in risposta alle parole omofobe del neo-ministro Lorenzo Fontana. È stato il frutto di mesi di lavoro da parte Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI. Ed è stata una festa per tutti.

Le emozioni appunto. Essere lì, in una sola gremita di giornalisti, che facevano la ressa per avere la foto più bella, la storia più forte e commovente, era soltanto un dettaglio. Una parte, frenetica e chiassosa, del tutto. Perché il tutto era sì il messaggio politico lanciato dal sindaco di Milano, «Non è un giorno da polemica oggi, ma è un momento importante per la nostra città: tutti siamo amministratori pro tempore, lo è un ministro e lo sono anche io. Ciò che non è pro tempore è lo spirito e la civiltà di una città». Ma era soprattutto vedere le emozioni stampate in volto sulle protagoniste e i protagonisti di questa giornata.

Quattro coppie di donne, in tutto nove bambini, di cui due appena nati – Eric, figlio di Corinna e Francesca, e Teresa, figlia di Fedya e Valentina – e altri quattro già “grandi”, i figli di Francesca Pardi e di Maria Silvia Fiengo, che da oggi hanno gli stesso hanno gli stessi diritti degli altri bambini, ovvero vedersi riconosciuti a pieno titolo entrambi i genitori.

L’emozione di queste famiglie è lampante. Chiunque possa anche solo ipotizzare che le «famiglie gay non esistono» doveva essere oggi a Milano. «È come se all’improvviso non avessimo più bisogno più di tutta quella fatica per tutelare la nostra famiglia» esclama Maria Silvia Fiengo, subito dopo la registrazione, commossa che quasi non riesce a parlare. «È bellissimo».

Ed è forse l’unica parola che conta: è bellissimo. Oggi Milano, Padova, Torino. Presto arriveranno tutte le città d’Italia. E la gioia sarà per tutti.

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