Roma, manifesti shock: “L’aborto prima causa di femminicidio”

Si attende la risposta della sindaca Raggi sull'iniziativa di CitizenGo

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Roma si è svegliata con alcuni manifesti shock piazzati strategicamente. Uno, gigante, sulla trafficata Via Salaria. Su tutti compare il pancione di una donna incinta e una frase vergognosa: L’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo“. Si attende una risposta dalla sindaca Virginia Raggi per far rimuovere questi manifesti in tutta la città.

CitizenGo ha la responsabilità morale e politica di un attacco misogino che fomenta l’odio e si pone contro il diritto delle donne a decidere e disporre del proprio corpo in modo indipendente. Messe da parte temporaneamente le manifestazioni omotransfobiche e gli attacchi alle famiglie arcobaleno, la lobby d’importazione madrilena torna ad attaccare la Legge 194 tirando in ballo a sproposito la grave piaga del femminicidio.

Odio e disinformazione per sminuire la battaglia femminista contro i dati allarmanti sulla violenza contro le donne e il femminicidio. CitizenGo mistifica la realtà trasformando le donne – spesso vittime e/o sopravvissute di gravi fatti di cronaca – in carnefici. Sembrano voler dire: il vostro ex o il vostro partner tentano di ammazzarvi e magari ci riescono? State zitte, ve lo meritate. Lo meritate perché avete osato reclamare il diritto di decidere su voi stesse.

Ma queste lobby cosa diamine hanno mai fatto davvero per difendere le donne umiliate, picchiate, sfregiate, stuprate, ammazzate solo in quanto donne?

Strumentalizzare le donne morte per femminicidio per attaccare l’aborto

L’attacco all’aborto, già vile in sé, è reso più grave dalla strumentalizzazione del dolore di tutte le persone colpite dai casi di femminicidio. Non è passato molto tempo da quando i membri di ProVita, compagni di merende di CitizenGo, hanno tappezzato Roma con l’immagine di un feto (mica potevano tirarsi la zappa sui piedi con l’ecografia di un embrione…) per attaccare la legge 194. Oggi come ieri, l’autodeterminazione delle donne fa paura e scatena gli istinti peggiori. Inutile dire che se i bambini fossero la vera priorità di questi odiatori di professione, tutti i soldi buttati nel WC con queste campagne sarebbero stati meglio impiegati per supportare il welfare dei neo-genitori. Fate ‘sti figli, come recita Adinolfi, e poi muti se gli tolgono il futuro.

ProVita e Lega insieme in Senato per un convegno contro l’aborto

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