Roma. Mentre la Casa delle Donne rischia lo sfratto Casapound fa la voce grossa

Ieri la Guardai di Finanza ha provato ad entrare nello stabile occupato da Casapound, ma senza successo. Intanto la Casa delle Donne di Roma rischia lo sfratto

Circa un anno fa, il Comune di Roma faceva sapere che avrebbe chiesto lo sfratto della Casa Internazionale delle Donne, che ha sede nel palazzo storico del Buon Pastore a Trastevere. Pomo della discordia 833mila euro di morosità nei confronti del Comune.

In passato la giunta Marino aveva cercato di trovare una soluzione per rateizzare l’importo dovuto e permettere alla Casa delle Donne di proseguire nelle proprie attività. Con l’arrivo della giunta Raggi la situazione è cambiata. E a quanto pare nemmeno l’intervento del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sembra essere in grado di salvare il destino della Casa.

Come ha spiegato qualche giorno fa Giulia Rodano, del direttivo della Casa: «La Regione ha creato gli strumenti e noi speriamo che si riesca a chiudere il contenzioso col Comune anche se questo dipende dalla volontà dello stesso di volerla chiuderla, visto che ormai è da fine settembre che non abbiamo notizie. La Casa Internazionale delle Donne è una perla di Roma che va assolutamente valorizzata, le donne che ci lavorano sono tante e il loro lavoro deve essere sicuramente più riconosciuto».

Due pesi due misure?

Nel frattempo, sempre a Roma, la procura della Corte dei Conti ha provato ad entrare nel palazzo di via Napoleone III, sede storica di Casapound. Il 22 ottobre, la Guardia di Finanza ha provato ad entrare nello stabile occupato da 15 anni dai cosiddetti “fascisti del terzo millennio” e secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la risposta è stata: «Se entrate sarà un bagno di sangue».

Da Casapound fanno sapere che si tratta di fake news e che non c’è stata alcuna perquisizione. La questione, però, resta aperta: perché un luogo di cultura e di incontro come la Casa delle Donne può essere messo sotto torchio e uno stabile occupato da persone che non hanno paura a definirsi fascisti non debba essere toccato?

Share Button
Tags

Un commento

  1. Sindaca Raggi, donne e uomini del Consiglio, faccio un appello perché troviate una soluzione condivisa. Esistono molte forme che garantiscano la continuità di un progetto eccellente con i soggetti che l’hanno ideato e portato avanti per decenni. Ciò che ci vuole è la volontà politica. Non sottratte alle donne romane e non solo una casa che è luogo e strumento di libertà e condivisione. Proprio ora che la violenza contro le donne è così peravviva e rumorosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Detected

Senza pubblicità LezPop non può sopravvivere. Per favore, disabilita il tuo adblocker. Grazie!