Samantha Cristoforetti è la donna dell’anno. FOTO

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Samantha Cristoforetti è una grande. Una dei pochi esempi positivi di questo paese. Non lo dico perché animata da chissà quale spirito patriottico, ma perché – oggettivamente – avere una connazionale nella ISS, la stazione orbitante internazionale, è motivo di orgoglio. Immaginate: se fosse stata un uomo, le parole di ammirazione e di lode si sarebbero sprecate. E, invece, sappiamo tutti cos’è successo, proprio il 25 novembre scorso, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: battute, insulti (laddove l’insulto era: è lesbica), offese.

Come giustamente aveva scritto Arianna, tutto questo è il simbolo della Italia peggiore, disfattista, nichilista, pronta ad inveire contro questo o quell’altro personaggio pubblico (soprattutto se donna), incapace di rimboccarsi le maniche per uscire dal pantano in cui si ritrova, un popolo talmente abituato alla propria mediocrità che anziché celebrare persone come la Cristoforetti è capace solo di dire “No”, o fare battute sessiste.

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Per questo motivo, Samantha Cristoforetti è la donna dell’anno di LezPop. Non ci interessa sapere quale sia il suo orientamento sessuale, ma in quanto donna e italiana, la sua storia, la sua carriera, dovrebbero fare da esempio per tutte le nostre lettrici, soprattutto quelle più giovani: a 37 anni, Samantha Cristoforetti, aviatrice, ingegnere e astronauta, è la prima donna italiana ad andare nello spazio, la terza in Europa – dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001). Nonché il settimo astronauta italiano.

Tra le tante cose, Samantha Cristoforetti ha il merito di raccontare quali siano le differenze per una donna lì, nello spazio. È possibile leggere del suo viaggio su Avamposto 42, il blog dell’Agenzia Spaziale Europee, e in particolare nella sezione, Le scarpe rosa dell’astronauta.

Anche per questo, Samantha Cristoforetti è la miglior risposa a tutti i commenti sessisti, alla piccolezza e alla meschinità di certe persone, che su internet si sentono libere solo perché coperti dall’anonimato. La miglior risposta, appunto, è quello che fa lassù sulla ISS, è il suo lavoro e la sua umiltà:

Ogni volta che urto contro qualcosa per le mie abilità di volo da principiante, oppure ogni volta che ho bisogno di fare una domanda a Butch [uno dei colleghi a bordo della Stazione] (il che capita ogni pochi minuti), mi torna in mente che sono appena arrivata e ho ancora molto da imparare.

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3 commenti

  1. vorrei fare un commento sul fatto che quei capelli a gravità zero sono esattamente come piacerebbero a me, ma non vorrei risultare frivola

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