Scusa ma ti chiamo bisex: “L’amore è imperfetto”

L'amore-è-imperfetto-cover-locandinaUscito a fine 2012, il primo lungometraggio di Francesca Muci, “L’amore è imperfetto“, ci catapulta in un vortice di relazioni omo ed etero alquanto singolare, accompagnato dalle note dei brani più noti (leggi: sput*anati) di Tiziano Ferro. In una Bari da cartolina seguiamo Elena (Anna Foglietta), 35 anni e un’avversione incondizionata per le relazioni sentimentali e i rischi che queste comportano, in un continuo rimpallo fra il presente e un passato doloroso che ha segnato la sua vita.

In una giornata di ordinaria banalità, Elena, impossibilitata a tornare a casa in motorino (vi si è accomodata una bella figliola), si siede in un bar. Per ragioni misteriose alla ragione umana, la giovane rossa (Lorena Cacciatore), impegnata in una furibonda lite telefonica col fidanzato, è al suolo che urla come neanche Linda Blair ne L’esorcista: a quanto pare la concitazione del diverbio l’ha fatta cadere dallo scooter colpendo un’altra moto e procurandole qualche danno. Una logica impeccabile… dopo una decina di Martini.

KarenWalkerLa sortita inaspettata in ospedale dà la chance a Elena di conoscere prima il maturo Ettore, produttore discografico dai modi melliflui e la fissa del sigaro, e quindi Adriana, la rossa dell’incidente, da subito invasa da efedrinica logorrea tesa a non farsi i cavolacci propri. Fra la caterva di domande inopportune e le richieste assurde, la diciottenne suppone che Ettore ed Elena stiano insieme, cosa che la rampante protagonista respinge categoricamente: “troppo vecchio. Eh, già…

Un flashback porta indietro la storia a 8 anni prima, quando Elena conosce Marco, l’incarnazione per lei dell’uomo perfetto, fotografo con l’aspetto curatissimo da fotomodello. L’amica del cuore Beba ci suggerisce involontariamente la svolta del film con una frase di impareggiabile raffinatezza:

Lo promette a tutte ma non lo dà a nessuna“.

Mmmmh… mi par di udire in lontananza le note di YMCA. Non dello stesso parere Elena, che infatti inizia una relazione con il suo principe azzurro. Avviso alle etero-naviganti:

il-principe-azzurro-e-gayDi ritorno nel noioso presente, Adriana riceve un messaggio subliminale da parte di Adriana: chiedo il vostro prezioso aiuto per decifrare l’sms, lo ritengo un tantino criptico:

l.amore.e.imperfetto.2012.italian.dvdrip.xvid_trl.cd1.avi_001373559La giovane spudorata frattanto, inizia ad accampare scuse sempre più pretestuose per passare del tempo con Elena, la quale da parte sua non sembra del tutto insensibile a questi approcci, come dimostrato dal fatto di portare della mortadella all’affamata ragazzina. Non so come funzioni altrove, ma a Bari il prosciutto è ciò che offri con deferenza, la mortadella è per amici stretti, parenti e la curva nord dello stadio San Nicola nell’intervallo fra primo e secondo tempo. Fidatevi, c’è già del tenero.

Ettore riesce a incontrare nuovamente Elena e inizia il suo corteggiamento collaudato, seguendo le strade della zona di San Giorgio alla ricerca di un posticino tranquillo in riva al mare… Tranquillo solo nella finzione cinematografica, perché nella realtà quelle strade non differiscono poi molto dal Red Light District di Amsterdam. Il viaggio è il preludio a una scena scritta e diretta con la consulenza di Monica Lewinsky di cui vi risparmierò la descrizione per evitare un altro trauma dopo il rientro dalle vacanze estive.

Si ritorna al 2005: Elena confida all’amica Beba che dopo solo due mesi e senza neanche averci fatto sesso, traslocherà da Marco, il che riesce a far aumentare i punti in tabella nella colonna “gay” ad entrambi. La situazione di parità viene sbloccata a sorpresa da Elena, che alla vista del suo sexy fidanzato Marco nudo dopo uno strip-tease scoppia a ridere. Ripetiamo: sexy fidanzato nudo e ‘ben messo’ e lei scoppia a ridere pensando a una frase dell’amica Beba. Oh mia dolce e inconsapevole velata, vedrai che presto ci arriverai da sola…

lamore-imperfetto1020-586x3272012, Odissea nel web-spazio: Adriana ancora una volta le sconvolge l’esistenza pregandola di avviare una videochiamata su Skype e iniziando nel bel mezzo della stessa a intrallazzare col fidanzato coatto. Della brusca chiusura della videochat da parte di Elena ne riparleranno giorni dopo a casa della rossa, dove finalmente la sua (ben poco) latente ninfomania ha il sopravvento e scatena gli istinti animaleschi della compagna

È da quando ti ho vista che volevo baciarti

Oh mia dolce e innocente Adriana, è da quando è iniziato il film che aspettavo lo faceste per dare un senso a questi 90 minuti della mia vita. Ben più involontariamente comica è l’altra esperienza maiala sessuale condivisa: in un lampo di trashissima genialità da cinema commerciale contemporaneo, la pulzella tutto pepe spinge Elena a un rendez-vous di sesso telefonico, Elena invece spinge un iPhone là dove non batte il sole. Il peccato originale ai tempi della mela di Steve Jobs.

l.amore.e.imperfetto.2012.italian.dvdrip.xvid_trl.cd2.avi_000453559Un altro tuffo nel passato ci porta alle origini della débâcle emotiva di Elena: assodato con Beba che il fidanzato a letto non gradisce farsi toccare, che può dare del filo da torcere ai giamaicani ma solo per la velocità e che nell’atto sembra ‘guardarsi‘ durante l’esecuzione (almeno così può vedere un uomo: sagace…), la donna non apprezza che venga lasciata sempre sola dal suo principe azzurro per via del lavoro (sììììììììì, come dubitarne!?) e lo coglie in flagranza di menzogna e tenerezze con un bel manzo di nome Rocco (che vive a Milano e fa il modello). Con tutti questi stereotipi in ballo mi aspettavo come minimo che saltassero fuori i nomi di Dolce & Gabbana. Quel dommage. La vera tegola giunge però nelle vesti di un test di gravidanza positivo: a Marco non sembra vero, è disposto a tutto per la creatura, Elena invece accoglie la maternità con lo stesso puntuale entusiasmo mostrato in svariate occasioni da Cristina Yang in Grey’s Anatomy. La bimba in questione è quantomeno fortunata poiché la madre si limita ad affidarla al padre senza più rivederla.

l.amore.e.imperfetto.2012.italian.dvdrip.xvid_trl.cd2.avi_000730959Ancora il presente, Elena s’impegna per dare inizio a una relazione seria con Ettore ma l’illuminante incursione preventiva nel suo appartamento di Adriana ci regala il pretesto per l’avvio di un dibattito filosofico ispirato da questo dialogo di rara onestà intellettuale:

Elena: Adriana, scusa ma io non sono lesbica. Non c’è niente di male, ma io non sono lesbica.

Adriana: Ma neanch’io, anche per me è la prima volta!.

Eccoci quindi pronte per un’altra puntata di “Mistero” in cui siamo pronte ad indagare sulla veridicità dell’esistenza di quella figura mitologica metà etero e metà gay meglio nota come “bisessuale”, parlando con chi giura di averne avvistato degli esemplari. Esistono? Sono fra noi? Ma no, si tratta forse di esemplari di quella razza recentemente ribattezzata su LezPop “one shot lesbian, la cui etimologia potrebbe qui suggerire che si tratti di papabili lesbiche velate cui dare one shot… sì, insomma, ‘na botta. Questo in particolare sembra il caso di Adriana, per Elena invece la botta può arrivare in testa o sulle gengive, vediamo come procedere. In tutto questo bel filosofeggiare il vero quesito è: c’è un numero minimo sindacale di esperienze sessuali tutte al femminile al di sotto del quale si può dar sfogo a impulsi saffici continuando a professarsi etero? A quanto o cosa corrisponde questo minimo sindacale? La patente di etero è strutturata come quella di guida e persi 20 punti con le infrazioni finisci per ripetere l’esame pratico sulla strada? Sfogatevi nei commenti.

l.amore.e.imperfetto.2012.italian.dvdrip.xvid_trl.cd2.avi_001554279In fase di acuta perlustrazione linguale reciproca sull’onda degli ultimi progressi scientifici nell’odontoiatria, Elena all’improvviso ricorda che deve finire di occuparsi delle melanzane. Non credere di fregare nessuno cara, se nel bel mezzo di un bacio saffico la tua mente vola pindaricamente su un qualsivoglia ortaggio di forma potenzialmente equivoca, sei solo chiacchiere (etero) e distintivo (quello di Jane Rizzoli). Il patto che propone Adriana è comunque a prova di bomba: “sei libera di fare quello che vuoi… a patto che dopo tu lo faccia a me!“. Questa pischella è un genio.

La giovane ninfetta riesce a rovinare la serata ai due piccioncini facendo capire all’uomo in che tipo di rapporto pericoloso si stia intromettendo. Lui non sembra farci caso e fa il figo portando Elena a sentire un gruppo con cui lavora (ndr: peccato la porti al Teatro Piccinni, noto come il fratello minore e sfigato del Petruzzelli per l’acustica non eccelsa…), la donna sembra felice perché ha imparato a “prendere quello che viene” senza più rinunciare a niente, facendo così un tacito coming out come bisex… o come ninfomane certificata. Il suo proposito zen viene inculcato pure ad Adriana, desiderosa di partire per Cuba per visitare il fratello fotografo ma spaventata all’idea di essere dimenticata e tagliata fuori. Elena però ha ben altre gatte da pelare: saputo che Ettore ha figli a Parigi che vede una volta l’anno, decide finalmente di contattare Marco per rientrare nella vita della piccola Claudia. Il momento dell’incontro ha una profondità degna di Anche i ricchi piangono, e senza neanche lo shock visivo della permanente di Verónica Castro.

l.amore.e.imperfetto.2012.italian.dvdrip.xvid_trl.cd2.avi_002841879Nell’epilogo ci viene mostrata la vita domestica di Elena (incinta) ed Ettore. Adriana da Cuba in una videochiamata su Skype chiede ad Elena se ricorda ancora quel sogno che fece su di lei (per intenderci, quello dell’sms criptico); la conferma è quello che le basta per annunciare: “allora ho proprio voglia di tornare“. Diamine, ad avere la certezza che si alluda qui ad un sequel bollente, senza dialoghi né vecchi marpioni di mezzo, si potrebbe quasi volerci mettere la firma. O forse no. Fatto sta che Elena annuncia con nonchalance al compagno l’imminente ritorno in pianta stabile della ragazzina; dalla faccia di Ettore si intuisce come dinanzi a lui si profili un futuro di pappe, pannolini e recite di Natale in cui gli toccherà un ruolo fondamentale: quello dell’alce.

the-endA voi fedeli lettori più propensi alla pragmaticità che alla pratiche autolesioniste del barone von Masoch, consiglio vivamente – se incuriositi – di limitare la visione alle uniche parti vagamente accettabili (ma perché comiche più che sexy) della pellicola… o vi ritroverete stupefatti ad invocare un’invasione biblica di cavallette (o poiane). Parola di sopravvissuta.

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Vincenza

Apostata, iconoclasta, adoratrice di sneakers, seriamente affetta da sindrome di Stendhal acuta in presenza di ogni filmato pre-1927, cultrice di Karen Walker e fedele consumatrice di banda larga con un debole per i classici della letteratura. Difetti a parte, una persona normale. Forse.

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21 commenti

    1. Ecco, appunto, non l’hai visto, perché se l’avessi visto avresti fatto poca fatica a recepire il sarcasmo verso un film che tratta in modo qualunquistico la bisessualità, argomento che sta molto a cuore a chi scrive (indovina perché…).
      Di fatto non hai neanche letto lo spiegone tra i commenti per chiarire i dubbi a chi non aveva compreso il messaggio.

  1. A volte mi chiedo se esiste davvero la bisessualità. ..poi mi racconterete del grande Alessandro Magno e di Giulio Cesare e di chissà chi altr*. ..

    Per come sono io, la vedo come un rientrare dalla porta di servizio senza dare troppo nell’occhio: “Non sono gay, io amo e basta, il sesso di chi amo poco importa, è la sua mente che mi ha stregat*!” però, nel frattempo mi diverto col suo corpo!
    L’attrazione fisica sembra essere non determinante. ..e pur vero che noi esseri umani siamo onnivori. ..sarò io limitata o semplicemente definibile sessualmente vegetariana!

    Il film non mi è piaciuto, il personaggio di Marco è il più brutto dei tre, ma il più reale dei tre, gli uomini da sempre sfruttano le donne è il suo personaggio ha rappresentato alla grande questa grande verità. ..le due fanciulle, per niente gaiette, solo bei soprammobili di poco valore!

    CiaoCioa

    PS come faccio a cambiare l’immagine del profilo?
    Grazie

    1. l’attrazione fisica conta per tutti, anche per i bisessuali, tutti abbiamo gusti estetici e preferenze fisiche

  2. In verità Marco mi è sembrato gay da subito e anche un gran figlio di buona donna, in quanto propenso all’inganno pur di diventare padre!
    Poi per le due fanciulle, io lesbica, non ci ho capito un ben emerito nulla! Queste due donne o bambine che giocano a far sesso con chiunque. Boh, sarò io all’antica.. . Buona giornata

  3. sei la miglior critica cinematografica del mondo!!! sicuramente la piu’ simpatica, mi hai fatto morire dal ridere! e siccome di cagate cinematografiche ne usciranno (temo) ancora parecchie, la gioia per noi lezpoppine sara’ leggere le tue recensioni!!

  4. “c’è un numero minimo sindacale di esperienze sessuali tutte al femminile al di sotto del quale si può dar sfogo a impulsi saffici continuando a professarsi etero? A quanto o cosa corrisponde questo minimo sindacale? La patente di etero è strutturata come quella di guida e persi 20 punti con le infrazioni finisci per ripetere l’esame pratico sulla strada?”

    Beh… mi verrebbe da dire -la patente da etero è strutturata come quella da lesbica?- apparte il film dozzinale e qualunquista.. Le definizione rovinano il mondo e le persone. Polemica, forse personale, ma mi rammarica a volte leggere certe chiusure mentali che non tollero ne da una parte ne dall’altra. Buona giornata.

    1. L’immagine della patente era un’iperbole volutamente ironica per prendere per il c*lo un film che ruota tutto intorno al concetto di bisessualità ma con dei doppi standard assurdi.

      Di personaggi che amano e/o professano di amare persone di entrambi i sessi nel film ne abbiamo ben tre: Elena, Adriana e Marco.
      Guarda caso a Marco basta una cenetta romantica con un uomo e nel film diventa il personaggio gay tout court, anche dopo che continua a mostrare sentimenti autentici per Elena.

      Da lì l’inizio del paragrafo incriminato (e il titolo del post), teso esplicitamente a sottolineare in modo ironico la completa cancellazione della bisessualità da un film il cui proposito (come molte frasi sibilline di Elena nella seconda parte del film tendono a suggerire) era chiaramente rappresentarla.

      Tu parli di chiusura mentale ma l’immagine della patente rappresenta proprio il contrario della tua interpretazione: si tratta di qui di stigmatizzare quel processo mentale che vede forzare nella casella gay da una parte o in quella etero dall’altra (le presunte patenti appunto) personaggi che non sono né gay né etero…
      Patenti non esistono (né in un senso né nell’altro) perché il senso di tutta la presa per i fondelli era questo, in un film sulla bisessualità i personaggi vengono costretti nella categoria “etero (con il gusto della perversione)” se donne e nella categoria gay se uomini, ed è perciò più che naturale interrogarsi se non sia il caso di:

      – considerare la bisessualità come una possibilità reale e non un mito o, peggio, uno spauracchio;
      – rinunciare a incasellare ogni singola esperienza umana.

      1. Io credo nella bisessualità anche perchè ho conosciuto chi non aveva problemi a descriversi in tale modo ma l’abuso di questa parola mi infastidisce.

  5. Spassosissima questa recensione! Brava l’autrice ;) Il film va visto solo sotto l’effetto di stupefacenti :D

  6. non so davvero dove ho riso di più…Sei un mito delle recensioni! Ti eleggo mio guru dello schermo!

  7. Vincenza, non so dove ti hanno trovata, ma se un fottuto genio. Scrivi in maniera così divinamente dissacrante! Non so quanto ho riso. Che sintesi! Le tue considerazioni sono geniali (quella del prosciutto è epica). Grazie per esserti sorbita questo “film” per noi, se tale si può definire. Aspetto altre recensioni :-)

  8. Son qui, la mitica bisessuale. Cioè: son qui a meno di svenimenti dalle risate.

    Complimenti per la resistenza all’autrice della recensione…

  9. Hahahaha insuperabile come sempre Vincenza!! Ma quand’è che ti faranno presidente di giuria agli oscar? XD “Il peccato originale ai tempi della mela di Steve Jobs”… Grandissima!!!

  10. spero tu faccia parte della redazione di Mymovies se no non hai scuse per infliggerti questi supplizi..
    per quanto riguarda l’annosa domanda sulle bisex, be’ secondo me, la prima volta ci può stare per curiosità, ma già alla seconda donna sei ufficialmente bisex.
    sempre monumentale rispetto per l’idolatria di karen Walker.

  11. lo stavo vedendo ieri, è una trashata assurda ma questo articolo è spassoso! la protagonista però ha il suo bel perchè

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