Segregata in casa dai genitori perché lesbica. Liberata la ragazzina di Albano Laziale

La scorsa settimana, una diciassettenne di Albano Laziale, grazie all’aiuto del Gay Center e delle forze dell’ordine, è riuscita a liberarsi dopo mesi di prigionia in casa dei genitori. I suoi, due impiegati di 50 anni, avevano letto alcuni messaggi che la protagonista di questa triste storia aveva scambiato su WhatsApp con la compagna, anche lei diciassettenne, e avevano deciso di chiuderla in casa.

La ragazza aveva provato, in precedenza, a scappare di casa, ma le forze dell’ordine, anziché metterla in protezione, l’avevano riconsegnata alla famiglia. Per fortuna il secondo tentativo di fuga dalla sua prigionia ha avuto successo, grazie al lavoro di Gay Center che, a sua volta, ha avvertito il supporto Oscad (Osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni). Solo così le forze dell’ordine sono riuscite a liberare nuovamente la giovane che ora si trova al sicuro in una struttura protetta per minori.

«La ragazza viveva in un clima di continua violenza ed era sequestrata in casa, dove i familiari non la facevano più uscire – ha spiegato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center – inoltre i genitori, quando rimaneva sola in casa, chiudevano la porta a chiave con lei dentro».

Una storia orribile che testimonia soprattutto la scarsa preparazione da parte delle forze di polizia a fronteggiare situazioni di violenza domestica e di omofobia come questa.

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