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Stepchild adoption ad una coppia lesbica. Per il giudice: «i bambini devono frequentare eterosessuali»

Il Tribunale di Venezia ha concesso la stepchild adoption ad una coppia lesbica, ma inserendo l'obbligo che i figli frequentino persone eterosessuali

Martedì 2 ottobre, il giudice del Tribunale per i minori di Venezia ha riconosciuto la stepchild adoption ad una coppia lesbica. Le due donne avevano fatto ricorso a tecniche di procreazione mediamente assistita all’estero, ed erano nati due gemellini. Così la compagna della madre biologica si era rivolta al Tribunale dei minori per adottare (anche se non si tratta di un’adozione legittimante) i due bambini.s

Dopo essere state seguite per mesi dall’Equipe adozioni dell’Usl 3 di Venezia, il giudice ha tenuto conto del parere positivo del PM e ha concesso la stepchild adoption, in quanto «la ricorrente e la madre dei minori costituiscono una coppia coesa, con un legame solido che si protrae da più di vent’anni» e che entrambe «vivono la relazione genitoriale con i bambini in modo adeguato».

Fin qui, niente di strano. Anzi. Se consideriamo che i sindaci di diverse città italiane hanno inserito nell’atto di nascita entrambe le madri, il ricorso alla stepchild (con tanto di iter giudiziario e supervisione da parte dell’Usl) non dovrebbe nemmeno far notizia. Peccato che nelle motivazioni della sentenza, il giudice dei minori abbia inserito l’«obbligo» per le due madri di far frequentare ai figli persone eterosessuali.

L’obbligo di frequentare persone eterosessuali

Già solo a leggerla così, è pura follia (come se i bambini non avessero nonni, zii, cugini eterosessuali, come se non andassero a scuola circondati da insegnanti eterosessuali, bambini eterosessuali o genitori di bambini eterosessuali).

La cosa più grave, però, è che un’affermazione del genere sottolinea il pregiudizio e la totale ignoranza del giudice in materia di orientamento sessuale. Come sottolinea Mattia Galdiolo, presidente di Arcigay Padova: «la raccomandazione dimostra che anche i giudici, e non solo i politici, faticano a superare i preconcetti: cinquant’anni di studi dimostrano che la frequentazione di persone gay o etero non influenza affatto lo sviluppo dell’identità sessuale dei bambini».

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2 commenti

  1. Assurdo veramente. A parte il fatto che è un obbligo che non ha senso perché come avete giustamente scritto è impossibile che i bambini non vengano mai in contatto con persone eterosessuali nella loro vita, nel 2018 siamo veramente ancora al concetto “coppie omosessuali crescono figli omosessuali?” Andrò a dire ai miei genitori di fare coming out, evidentemente il fatto di avere una figlia lesbica significa automaticamente che loro non sono etero.

  2. Ma qualcuno gli ha spiegato che i gay nascono dalle coppie etero??? E che l orientamento sessuale non dipende da fattori di emulazione comportamentale?????? Io ci rinuncio veramente

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