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Stranger Things 3. Personaggi LGBT in vista?

Stranger Things 3 è forse la migliore stagione della serie targata Netflix, anche grazie all'aggiunta di nuovi personaggi

Attenzione, questo articolo contiene spoiler! Non continuare se non hai visto Stranger Things 3!

Il 4 luglio, Netflix ha pubblicato la terza stagione di Stranger Things. Un’attesa durata quasi due anni (la seconda era uscita il 31 ottobre del 2017). E ne è valsa la pena. Raramente le serie tendono a migliorare dopo le prime due stagioni, invece i fratelli Duffer si sono presi tutto il tempo necessario per fare di Stranger Things 3 un vero e proprio capolavoro.

Visivamente è perfetta, piena di citazioni (la più bella, perché arriva nel momento in cui meno te lo aspetti, è La storia infinita), con i quattro protagonisti, Will, Mike, Lucas e Dustin ormai cresciuti e alle prese con i turbamenti dell’adolescenza. E poi nuovi personaggi. Il primo è arcobaleno: Robin, interpretata da Maya Hawke, ovvero la figlia di Una Thurman e Ethan Hawke.

Il coming out di Robin

Dopo essere finita nel covo dei russi brutti e cattivi insieme a Dustin, Erica (la sorella piccola di Lucas, altro personaggio spettacolare) e Steve, Robin fa coming out con quest’ultimo. Sei lì che guardi la scena e pensi «ecco, si sta formando un’altra coppia» che arriva il twist: Robin preferisce le donne, e Steve rimane a bocca aperta. Certo, siamo nel 1985, in un paesino della provincia profonda americana, e forse tutta questa tranquillità nel dichiarare la propria omosessualità è un po’ forzata (erano ancora sotto l’effetto del siero della verità che gli avevano iniettato i russi?). Poco conta, perché funziona, è divertente e ci regala un personaggio lesbico in una delle serie più belle di sempre.

Will è gay?

Poi c’è il capitolo Will. Sin dalla prima stagione, l’aura di omosessualità aleggiava sulla testa del Byers più giovane, interpretato da Noah Schnapp. Efebico, delicato, e poco interessato alle ragazze, Will si sente isolato dagli amici. Mike innamorato perso di Eleven, Lucas fidanzato con Max, e Dustin che pur di comunicare con la sua Suzie inventa Cerbero.

Nella settima puntata, Mike dice a Will «Non è colpa mia se non ti piacciono le ragazze». Will non  risponde, ma il fastidio sul suo volto è evidente. Ovvio, è una battuta che vuol dire tutto e nulla, e non per forza va considerata un riferimento esplicito alla sessualità di Will. Sono pur sempre ragazzini di 14 anni, in un paesino dell’Indiana a metà anni ’80. Possiamo solo sperare di sapere di più nella quarta stagione di Stranger Things, anche se finora Netflix non ha confermato il rinnovo.

Lasciamo Stranger Things 3, però, con una certezza: per colpa del bigottismo di Hollywood, il mondo si è perso 15 anni di Winona Ryder. L’attrice nel 2001 fu colta in flagrante mentre rubava delle posate in un grande magazzino. Hollywood “non perdonò” la claptomania dell’attrice, e da allora, salvo un paio di comparse, non ha avuto più grandi ruoli, fino all’arrivo di Stranger Things nel 2016. E nell’ultima stagione è maestosa. Senza la paura di perdere il figlio, Winona Ryder dà un volto nuovo al personaggio di Jocelyn: divertente, ironica, risoluta. E il suo talento è immenso.

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