Susanna Tamaro: «Non sono gay ma potrei unirmi civilmente con la mia amica»

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Premessa: ho dei pregiudizi nei confronti della scrittrice di cui vi parlerò. Pregiudizi che nascono da una scarsissima conoscenza della sua produzione letteraria – ho solo letto il suo romanzo più famoso – e da un paio di articoli pubblicati sul Corriere della Sera qualche tempo fa in cui confondeva beatamente orientamento sessuale e identità di genere, e invitava i lettori del quotidiano a non assecondare i desideri di chi si sente nato nel corpo sbagliato.

Sto parlando di Susanna Tamaro. Da poco è uscito il suo ultimo libro La tigre e l’acrobata e su Repubblica è apparsa una sua intervista dal titolo Susanna Tamaro e le “iatture” di una vita: “Ma quale gay e buonista, sono una tigre feroce”. L’articolo, infatti, si apre col virgolettato della scrittrice: «Buonista, cattolica e gay. Mi aiuti a togliere queste iatture dalla mia testa». 

Perché essere gay dovrebbe essere una iattura? La stessa domanda gliela pone la giornalista di Repubblica, Giulia Santerini. Questa è la risposta di Susanna Tamaro:

Io sono single. Se fossi gay sarei felicissima di dirlo, ma non è così. I miei libri sono pieni di storie tra uomo e donna che si massacrano. Non c’è una traccia saffica nelle mie pagine. Viviamo in un mondo claustrofobico, non puoi vivere con un’amica se non sei gay. Da 28 anni vivo con un’amica, non la mia fidanzata. E in castità, ma non da sempre. Stiamo bene, abbiamo un carattere simile. Il nostro rapporto non è classificabile, ma se un domani, grazie alle unioni civili, le potrò lasciare la casa, lo farò volentieri. È una tutela che una società civile mi offre. Una volta una donna era obbligata a sposarsi. Ora per fortuna no.

Senza neanche rendersene conto, Susanna Tamaro ci prende per mano e ci porta, nostro malgrado, nella sua camera da letto. Sottolineare l’assenza di sesso nel rapporto con l’amica al fine di allontanare da sé lo spettro della parola gay è il frutto di un fraintendimento (o di ignoranza) davvero urticante.

Non è (solo) con chi vado a letto che definisce il mio orientamento sessuale, ma è con chi desidero passare la vita, costruire una famiglia, avere un rapporto profondo. Tant’è che spesso parliamo di persone asessuali: non hanno particolari pulsioni sessuali, ma hanno comunque un orientamento verso un genere, oppure verso entrambi. Perché la nostra identità non passa dal basso ventre.

Infine, parliamo di unioni civili. Cara Susanna Tamaro, è buffo scoprire che, dopo aver definito la parola gay una iattura, lei ricorderebbe allo stesso strumento giuridico al quale ricorrono (e ricorreranno) tantissime coppie orgogliosamente gay, che non hanno bisogno di raccontare cosa fanno a letto per definire la propria situazione sentimentale. E se anche lei e la sua amica potrete un giorno unirvi civilmente, qualunque sia la vostra vita sessuale, è solo grazie alla lotta e alla determinazione delle persone orgogliosamente gay. E allora, cara Susanna Tamaro, forse ci meritiamo un grazie, non una iattura.

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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17 commenti

  1. Susanna noi jettatori abbiamo una sola frase per definire tutto ció: ‘morte del letto lesbico’

    E no, il cattolicesimo non é la soluzione!!! XD

  2. E gnente…questa ci prende per scemi. Sempre detto io. Che poi, tesoro lei, “cattolica e buonista”, evidentemente pensa di essere la sola ad aver messo piede in una chiesa. Altrimenti saprebbe che un numero statisticamente significativo di persone è edotto riguardo il fenomeno per cui le persone moralmente più abiette si ritrovano proprio in ambienti ecclesiali. Non ho bisogno di essere convinta riguardo il suo essere “tigre feroce”, mi basta ricordare certe signore da sacrestia, proverbialmente str*nze e (dev’essere colpa di quel passo del Vangelo “chi è mio padre? chi è mia madre?”) altrettanto affettivamente ineducate.

    1. p.s. fossi la sua “amica” l’avrei mandata a Quel Paese (RM) illo tempore.
      Ma boh, gli incastri tra le persone sono spesso misteriosi e a volte, purtroppo, non comprendono la dignità.

      1. La sua “amica” come scrivi tu, ha spiegato il suo rapporto con la Tamaro in modo molto sereno. Per me e’ fuori luogo continuare a dare addosso per partito preso a questa/e donna/e.
        Ecco uno stralcio dell’intervista pubblicata su IO DONNA del 2014 di ROBERTA MAZZONI:

        “……Quando arriva Susanna Tamaro con il suo pugno, Roberta vive da sola in un attico a Trastevere. «C’era un gran via vai di amici, ma sempre più spesso mi chiedevo: quest’energia che ho dentro, quest’amore da dare dove lo metto? Pensavo di ammalarmi: succede quando il cuore si stringe troppo». L’incontro con “Susanina” ha subito qualcosa che viene da altrove: l’urgenza irresistibile di una richiesta d’aiuto, come di fronte a un bambino o a un cucciolo perduto.

        «Aveva 32 anni e pesava forse 30 chili. Viveva in povertà assoluta, aveva un materasso di gommapiuma sfondato, le davano da mangiare i vicini. Un essere stranissimo, un’aliena incapace di badare a sé. Era stata odiata da sua madre, suo padre l’aveva ignorata. Voleva scrivere ma non aveva soldi. Mi piaceva farle da mangiare, le curavo l’asma, correggevo le bozze dei racconti. Leggevo e respiravo dolore, quello di quando sei inerme. Un’infanzia ferita, così diversa dalla mia. Più di qualunque fidanzamento è questo che mi ha legato. Anche se allora non capivo che cosa volevamo, dove poteva andare la nostra relazione».

        Due donne che vivono insieme nella campagna di Orvieto, tra cani, alberi da frutta, arnie di miele: dopo 25 anni ha capito che rapporto è? «È il primo amore vero, l’unico che abbia mai avuto. In un senso molto materno, anche se può sembrare una storia di coppia tout court. Susanna all’inizio era piena di fidanzati, ma a una certa età, come succede a tante, ha perso interesse per il sesso. Io poi non l’ho mai avuto».

        È come se la mancata esposizione alle correnti d’aria del desiderio e ai suoi raffreddori, abbia conservato alla giusta temperatura tutto il resto: «L’affetto, la sintonia, i libri, i viaggi, lo spirito, insomma la vita insieme che si accumula: più importante dei cinque minuti di sesso, o della notte intera che la maggior parte delle persone sembra considerare decisiva». E nello stesso tempo è tutto troppo bizzarro, su una coppia del genere aleggia sempre un sospetto implicito: «È la diffidenza verso l’unica diversità imperdonabile: quella di chi non si definisce. Lo fai con gli uomini o con le donne? Sei così o cosà? Be’, se devo definirmi in quel senso non so che dire. Ogni tanto mi chiamano madre badessa, però non sono per niente ascetica: mi piace mangiare e si vede. Peraltro, solo Susanna, filiforme ma gran divoratrice di calorie, è riuscita a trovare le parole giuste per consolarmi: elefanti e gazzelle mangiano la stessa erba, eppure…».

  3. Non ho mai letto nulla di lei, lo ammetto per una antipatia immotivata. E’ una lesbica repressa, tipicamente italiana e per giunta cattolica. Il peggio del peggio.

  4. è una persona attratta sessualmente degli uomini che ha una amicizia platonica profonda con una donna. succede

    1. Credici!
      guarda Paolo, ho proprio una coppia di amiche, della stessa età e delle stesse convinzioni religiose. Anche loro sono “amiche”.
      Il bigottismo della religione impera

  5. L’asessualità è ormai considerata un orientamento, e nell’orientamento sessuale ci rientrano le cose sessuali, non l’amicizia o rapporti di altra natura – e se proprio ci fosse del romanticismo, sarebbe omoromantica. Quindi piano con questa voglia di outing.
    Tra l’altro condivido il suo modo di vedere l’unione civile (o anche il matrimonio): un contratto con una persona (o magari più), senza dover per forza infilarci l’amore Disney.

    1. Io la penso come te. Aggiungo una mia personale considerazione. Ho conosciuto dal vivo la Tamaro, e’ una persona molto particolare e riservata che si fatica ad inquadrare, la sua attivita’ e la sua personalita’ l’hanno resa famosa e per questo viene intervistata. Chiunque di noi, intervistato sulla propria vita e relazioni, potrebbe dire cose sgradevoli ed equivoche ma non per questo dovremmo tacere sempre; parimenti non e’ giusto aspettarsi dai soggetti pubblici la perfezione e liberargli contro i cani appena dicono cose che non ci comodano. La Tamaro non e’ aggressiva, e’ disponibile e cortesissima, guadagna i suoi soldi con attivita’ per le quali non sfrutta e non denigra nessuno, non si pubblicizza e non cerca di imporsi ma viene cercata proprio per essere provocata essendo cosi’ strana. Non mi pare abbia detto nulla che meriti una ramanza simile. “Buonista, cattolica e gay. Mi aiuti a togliere queste iatture dalla mia testa” credo sia stato usato proprio per rendere l’idea di quanto la infastidisca subire questi inquadramenti provocatori, fatti dagli altri, in ruoli che non le appartengono. Io stessa smentirei di essere anoressica se fossi magra come un chiodo pur mangiando normalmente; e se mi dessero della anoressica piu’ volte ad un certo punto, invece di dire “no, guardate che io mangio normalmente” ad un certo punto potrei sbottare “MA PIANTATELA CON QUESTA STRONZATA DELL’ANORESSIA” senza per questo intendere che essere anoressica sia stronzo. E senza ogni volta, prima di aprire la bocca, pensare se ci sono anoressiche e se sara’ appropriato menzionarle e se avrei potuto essere anoressica e mi sarebbe piaciuto leggere una frase simile e se sia il momento storico adatto e… e…. e via a discorrendo all’infinito.
      Comunque noto che noi lesbiche siamo notevolmente intolleranti ed ipercritiche. Speriamo di non cambiare da vessate a vessatrici.

    2. Ecco come dicevo da un’altra parte che l’asessualità diventa la scappatoia per gay/lesbiche represse

      1. Non ho capito il commento. Vuoi dire che tutti i termini e definizioni che leggo ovunque e anche su questo sito sono tutti insensati in quanto esiste solo l’omosessualita’ e l’eterosessualita’?

  6. ‘e in castità ma non da sempre’ in realtà che intende?
    Credo che debba delle scuse per aver decretato come una jattura l’essere gay come giustamente dice La Mile e poi una cosa ancora: la jattura deriva da un linguaggio tipicamente superstizioso.. La Tamaro non lo sa che pernla fede cattolica la superstizione è un peccato?

  7. Ho sempre pensato fosse lesbica e profondamente in crisi a causa della sua fede religiosa.
    Intervista sconcertante e conclusioni perfette da parte de “la Mile”
    B-)

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