The Match, scontro TV fra Vladimir Luxuria e il leader del Family Day

Perché un confronto alla pari con certi soggetti è improponibile

Ieri sera intorno alle 23.30 è andata in onda sul canale Nove una nuova puntata di The Match. Il format vede il giornalista Andrea Scanzi arbitrare un dibattito fra due personalità espressione di due mondi opposti. La scorsa settimana era andato ad esempio in scena un acceso dibattito tra lo chef Gianluca Vissani e l’ex-gieffina Daniela Martani, fiera sostenitrice dell’alimentazione veg. Ieri a scontrarsi sul tema della famiglia erano Vladimir Luxuria, come rappresentante della comunità LGBT+, e Massimo Gandolfini, leader del Family Day.

La prima parlamentare transgender contro il neurochirurgo neocatecumenale che organizza le maggiori manifestazioni di omofobia gratuita in Italia. Il tema della famiglia è pretestuoso: lui è padre di sette figli, adottati con la moglie, lei no; forse sarebbe stato più giusto che a parlare fosse un genitore arcobaleno. Il bersaglio vero non sono le famiglie alternative, bensì la comunità LGBT+ tout court. Vladimir Luxuria però è stata impeccabile nel ribattere colpo su colpo alle farneticazioni del capoccia del Family Day.

Perle dallo scontro Vladimir Luxuria vs Gandolfini (Family Day)

Un esempio di dialogo tratto dalla puntata:

Gandolfini: L’omosessualità è un disturbo di tipo biopsicosociale, un disturbo identitario. Le persone che hanno un orientamento omosessuale maschile e femminile, statisticamente rivelano delle problematiche di ordine psichiatrico.

Luxuria: Ma lei vive in questo mondo?

Gandolfini: Come si fa a ignorare certi dati? Quelli sull’incidenza suicidaria, sui disturbi, sono tutti dati pubblicati.

Luxuria: Sa qual è il problema dell’incidenza suicidaria? Ci sono persone come lei che soffiano odio, questa è induzione al suicidio. Usare parole come ‘malattia’, ‘gente che ha dei problemi’. Tutti hanno dei problemi, ma non dipendono dall’orientamento sessuale.

Andrea Scanzi ha cercato di riprendere il controllo del dibattito riportandolo sul tema della famiglia:

Scanzi: Lei ha anche detto che i bambini che nascono in famiglie gay avranno dei problemi.

Gandolfini: Questo lo dicono le statistiche, non io.

Vladimir Luxuria è intervenuta raccontando del suo viaggio in Mozambico con l’Unicef:

Luxuria: Ho conosciuto bambini che si aggrappavano a me con gli occhi, sperando di essere portati via, qualcosa si è smosso perfino dentro di me che non mi sento portata alla maternità.

The Match: per noi è un grosso NO

No, su certe questioni è impensabile mettere alla pari in un dibattito le posizioni di una minoranza discriminata con quelle – attenzione – non della maggioranza, ma di un’altra minoranza composta da aguzzini.

Non puoi mettere a confronto una sopravvissuta dei lager con un gerarca nazista, il lavoratore sfruttato nei campi con il caporale. Scordati di mettere sullo stesso piano Obama con il capo del Ku Klux Klan, il virologo contro l’antivaccinista laureato all’università della vita. Smettiamola soprattutto di pensare che si tratti di un confronto fra posizioni estreme che si annullano a vicenda. La comunità LGBT+ quando chiede diritti per tutte le famiglie non pone sul piatto davvero nulla di rivoluzionario. Un applauso ironico a Scanzi che magari pensa pure di aver fatto un grande servizio giornalistico.

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5 commenti

    1. Non interessano a chi? A un gruppetto di allucinati estremisti che senza mistificare la realtà non riescono a vivere? Ho pena per te e per la tua ignoranza.

  1. Ritengo che il confronto diretto tra posizioni opposte sia, invece, molto utile, consente infatti a chi assiste di capire in moso più chiaro l’assurdità di certe affermazioni.

  2. una delle rarissime volte in cui si fà GIORNALISMO e non propaganda… il compito di un giornalista (serio) è mettere a confronto idee opposte.. sarà l’ascoltatore a formarsi una sua idea

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