Togliere i figli ai gay: l’assurda proposta del Consigliere comunale di Trento

claudio cia omofobia

Togliere i figli ai genitori omosessuali, singoli o in coppia, e “disporre immediatamente la collocazione del bambino in un ambiente che favorisca il suo pieno sviluppo umano sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione”. Questa la richiesta di Claudio Cia, consigliere della Lista Civica di Trento, e di un gruppo di colleghi di centrodestra al Consiglio Comunale. Secondo le intenzioni del Consigliere, i servizi sociali dovrebbero verificare l’ambiente in cui cresce tenendo presente, però, che l’assenza della figura materna o di quella paterna è causa di una situazione di “illegalità” e deve essere quindi immediatamente segnalata al sindaco.

Nella proposta, dal titolo “Save the children! I diritti dei bambini non sono quelli delle coppie gay”, è stato presentato un ulteriore punto: il Comune dovrebbe smettere di promuovere “azioni culturali orientate a confondere e a sminuire il significato e il valore del matrimonio tra uomo e donna e della famiglia eterosessuale”.

I rappresentanti locali di Arcigay hanno definito la proposta «un atto inaudito, che supera in violenza i peggiori regimi totalitari. Una dichiarazione di ignoranza e inciviltà, che manipola la Costituzione e i Trattati a difesa dell’infanzia, stravolgendone il senso e arrogandosi il diritto di decidere sopra le teste dei più piccoli e dei loro genitori». Non sono tardate nemmeno le parole di Flavio Romani, presidente dell’Arcigay nazionale: «Una mostruosa richiesta con argomentazioni surreali, che addirittura disconoscono il rapporto tra genitore e figlio in caso di genitori omosessuali».

Il consigliere è stato intervistato mesi fa da Giuseppe Cruciani a “La zanzara” su Radio 24, il quale gli aveva chiesto: «Se lei venisse a mancare e sua moglie si innamorasse di una donna, preferirebbe che sua figlia restasse con lei o che venisse sbattuta in un orfanotrofio?». La risposta di Cia è stata quantomeno sorprendente: «Certamente preferirei l’orfanotrofio. Meglio lì che in una famiglia dove non si sa chi è l’uomo e chi è la donna».

L’anno scorso, inoltre, Cia aveva affermato pubblicamente: «Se i bimbi possono essere tolti ai genitori per motivi economici, perché non accade quando sono lasciati in balia di esperienze, rapporti, relazioni umane sostitutive e del tutto slegate rispetto alla naturalità del rapporto fra padre e madre?». Peccato che nel 2013 la Corte di Cassazione abbia già risposto ad una domanda del genere, rigettando il ricorso di un padre contrario all’affidamento del figlio alla madre e alla compagna lesbica, definendo l’idea che fosse “dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale” un mero pregiudizio.

Intanto, la proposta di Cia non è stata ancora presa in considerazione dal Consiglio comunale di Trento e la valutazione è stata rimandata alla prossima seduta del Consiglio che si terrà tra due settimane, ed è probabile che non venga presa in considerazione nemmeno in quell’occasione. A quanto pare, però, il vero obiettivo di Cia e degli altri consiglieri di destra è cercare di fermare la legge provinciale di iniziativa popolare contro le discriminazioni anti LGBT che sarà discussa entro l’anno.

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11 commenti

  1. Il consigliere di Trento ha assolutamente ragione….. io se fossi stato di Trento lo avrei votato mille volte.

  2. Se fossi sua moglie dopo un affermazione del genere lo lascerei,ma temo che il suo pensiero non sia molto diverso da quello del marito.

    1. sua moglie ha pensato bene di andarsene dopo pochi anni di matrimonio, è un ex frate, un ex infermiere licenziato praticamente ovunque, insomma un idiota in cerca di visibilità che fa interrogazioni che non hanno senso, questa è solo l’ultima di una lunga serie, purtroppo c’è chi continua a dargli spazio perchè creare e alimentare le polemiche evidentemente fa vendere i quotidiani, bah.

  3. In realtà questa proposta tanto surreale non è, almeno dal punto di vista di questa bella gente. Mi spiego: spesso notiamo che la mancanza di diritti delle coppie dello stesso sesso rappresenta una forma di discriminazione (ulteriore e con effetti pratici pesanti) nei confronti dei figli di coppie omogenitoriali.
    Notiamo che questi bambini e ragazzini esistono già e sono discriminati legalmente.
    Nella testa di questi figuri si fa largo dunque l’idea di risolvere il problema alla radice, perché temono che i figli di coppie omogenitoriali rappresentino un cavalo di Troia legislativo.

  4. Infatti lui che è cresciuto in una famiglia “normale” è diventato un coglione, se avesse avuto una famiglia omosessuale sarebbe stato sicuramente più intelligente! Sta gente apre la bocca e spara minchiate gratuitamente, la cosa preoccupante e che qualche Giovanardi di turno potrebbero avallare questa ipotesi e promuoverla. Andrebbero censurati.

  5. Ma non si troverà proprio nessuno di “Save the children” (quella vera) a minacciare una rivalsa legale per utilizzo improprio del nome dell’associazione?
    Così, tanto per rendere la vita un po’ più difficile a chi la rende dura a noi (e pagato a nostre spese…).

  6. La parola illegalità mi fa veramente rizzare i pochi peli rimasti dopo la ceretta.
    Questa gente dovrebbe stare a contarsela in uno scantinato polveroso, quattro gatti che si alimentano a vicenda con le loro allucinazioni, e invece occupano posti nelle amministrazioni comunali.
    Cosa cavolo c’è che non va in questo paese?

  7. «Certamente preferirei l’orfanotrofio. Meglio lì che in una famiglia dove non si sa chi è l’uomo e chi è la donna».
    evidentemente sta testa di cazzo non ha la minima idea di cosa significhi vivere in comunità ( si perchè gli orfanotrofi non esistono più da anni) I l diritto di un minore ad avere una famiglia o un singolo che si prenda cura di lui è vitale.

  8. “l’assenza della figura materna o di quella paterna è causa di una situazione di “illegalità””
    Ma dove? Anzi, lo Stato e gli enti locali stanziano svariate agevolazioni ai genitori single.

    “Se i bimbi possono essere tolti ai genitori per motivi economici, perché non accade quando sono lasciati in balia di esperienze, rapporti, relazioni umane sostitutive e del tutto slegate rispetto alla naturalità del rapporto fra padre e madre?”
    Perché se non tieni i soldi per comprare le scarpe a tuo figlio piuttosto che uno sciroppo per la tosse gli stai arrecando un danno oggettivo privandolo delle cure adeguate, se la tua partner ha la figa invece del pene non cambia proprio un tubo. La butto là eh.

    Sto tizio si fa i cocktail con candeggina e ghiaccio ogni sera mi sa.

    1. Mi piacciono un sacco poi quando tirano fuori dal cilindro convenzioni e trattati che evidentemente non si son manco presi la briga di sfogliare int’ o cess dopo pranzo.
      Questo scemo di guerra in tempo di pace cita la Carta dei Diritti del Fanciullo, specificatamente l’articolo 7, come se fosse dalla sua, ma dimentica che il documento in questione recita:

      “Art. 7
      Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi.”

      In che modo questo articolo dice che le uniche persone considerate genitori sono un uomo e una donna? In nessuno, ma andando avanti diventa ancora meglio:

      “Art. 8
      Gli Stati parti si impegnano a rispettare il diritto del fanciullo a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari, così come riconosciute dalla legge, senza ingerenze illegali.”

      Art . 9
      Gli Stati parti vigilano affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità competenti non decidano, sotto riserva di revisione giudiziaria e conformemente con le leggi di procedura applicabili, che questa separazione è necessaria nell’interesse preminente del fanciullo. Una decisione in questo senso può essere necessaria in taluni casi particolari, ad esempio quando i genitori maltrattino o trascurino il fanciullo, oppure se vivano separati e una decisione debba essere presa riguardo al luogo di residenza del fanciullo.”

      In nessun punto si fa accenno al fatto che la famiglia debba essere esclusivamente composta da uomo e donna, anzi vengono inserite anche nuove forme:

      “Art. 5
      Gli Stati parti rispettano la responsabilità, il diritto e il dovere dei genitori o, se del caso, dei membri della famiglia allargata o della collettività, come previsto dagli usi locali, dei tutori o altre persone legalmente responsabili del fanciullo, di dare a quest’ultimo, in maniera corrispondente allo sviluppo delle sue capacità, l’orientamento e i consigli adeguati all’esercizio dei diritti che gli sono riconosciuti dalla presente Convenzione.”

      Almeno leggessero quello di cui cianciano, sarebbe già un passo avanti per quella valle di desolazione e sciacquatura di piatti che è la loro scatola cranica

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