Tony Awards, la commovente dedica di Andrew Garfield alla comunità LGBT

L'attore ha vinto l'Oscar del teatro americano per il ruolo gay in "Angels in America"

I Tony Awards 2018, gli “Oscar” del teatro americano, hanno visto una tra le cerimonie di premiazione più politicamente impegnate degli ultimi anni. Grande commozione per la toccante versione di “Seasons of Love” del coro del liceo di Parkland (Florida), colpito duramente dalla strage di 17 persone lo scorso 14 febbraio, i cui studenti sono ora in prima linea nella lotta contro la lobby delle armi. Il grande vecchio Robert De Niro si è invece distinto per un duro discorso dove ha letteralmente mandato a quel paese il Presidente Trump. La stringente attualità del dibattito pubblico in America ha toccato anche il discorso di accettazione del premio come miglior attore di Andrew Garfield, che ha ringraziato la comunità LGBT per il coraggio.

Il discorso di accettazione del Tony Award di Andrew Garfield

L’attore britannico, ormai cittadino americano, ha ottenuto il massimo riconoscimento per il ruolo da protagonista nel revival di un grande classico del teatro contemporaneo, Angels in America – Fantasia gay su temi nazionali. Il pluri-premiato dramma di Tony Kushner in due parti racconta le storie di personaggi gay nell’America degli anni ’80, immersi nel clima di omofobia scatenato dall’epidemia di AIDS. Andrew Garfield nel commovente discorso di accettazione si è schierato al fianco della comunità LGBT contro i suoi oppressori:

In un momento storico in cui la cosa più importante da ricordare è forse la santità dello spirito umano, è un grande privilegio per me interpretare Prior Walter in Angels in America perché rappresenta lo spirito più puro di umanità; e, soprattutto, quello della comunità LGBTQ. È uno spirito che dice no all’oppressione. È uno spirito che dice no al bigottismo, alla vergogna, all’esclusione. È uno spirito che dice che siamo creati tutti perfettamente. Che tutti ci apparteniamo.

Dedico così questo premio alle innumerevoli persone LGBTQ che hanno lottato e sono morte per proteggere quello spirito, per proteggere quel messaggio. Per il diritto di vivere e di amare nel modo in cui siamo stati creati.

Siamo tutti sacri e tutti ci apparteniamo, così prepariamo una torta per chiunque voglia una torta.

Il riferimento finale è all’assurda decisione della Corte Suprema americana che ha riconosciuto a un pasticciere omofobo il diritto di discriminare la clientela LGBT in nome della libertà religiosa. Per Andrew Garfield solo tanto amore e tanti applausi!

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