Turchia. La polizia lancia i lacrimogeni contro i manifestanti al Pride di Istambul

In migliaia a Istambul per il Pride, nonostante la parata non fosse autorizzata e la polizia disperde la folla con i lacrimogeni

Mentre festeggiamo in Pride italiani e i 3milioni di persone al World Pride di New York, a Istambul i partecipanti a quella che sarebbe dovuta essere la marcia per l’orgoglio LGBT+ turco vengono aggrediti dalla polizia con i lacrimogeni.

Stando a quanto riportano le agenzie, migliaia di persone si sono radunate nei pressi di Istiklal Avenue e Taksim Square, dove gli organizzatori della Istanbul LGBT+ Pride avevano in programma di organizzare la parata non autorizzata, per il quinto anno consecutivo, dal governatore della regione. La polizia, arrivata con i veicoli con cannoni ad acqua ha disperso i manifestanti con i lacrimogeni.

Questo è quanto hanno diramato gli organizzatori del Pride di Istanbul attraverso un comunicato:

Queste manifestazioni sono diventate, di anno in anno, sempre più difficili, e dal momento che dobbiamo affrontare l’odio, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce per tenere al sicuro le persone LGBT+. A differenza di queste provocazioni pacifiche, i crimini di odio dello stato sono diventati estremamente visibili per colpa della brutalità della polizia. Siamo qui quest’anno, come ogni anno. Oggi, con onore e rispetto, mettiamo in ridicolo coloro che cercano di tracciare dei confini intorno a noi. Stiamo espandendo il nostro movimento e allargando i nostri confini.

Il neo sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, si è detto disponibile a discutere del divieto con le autorità regionali. Il Pride a Istanbul si svolge dal 2003, mentre l’ultimo pacifico, senza cariche della polizia, è stato nel 2014 con la partecipazione di centomila persone. Nonostante l’omosessualità sia legale in Turchia da decenni, le organizzazioni per i diritti denunciano una discriminazione molto diffusa nei confronti della comunità LGBT+. Del resto, negli anni passati la polizia aveva caricato la folla di persone che cercavano di manifestare, e aveva arrestato moltissimi esponenti del movimento LGBT+ di Istanbul.

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