Tutta colpa delle donne (emancipate): la crisi dell’italiano medio su Rolling Stone

Come incolpare l'autodeterminazione per giustificare i propri errori... su una testata diretta da una donna

Tutta colpa delle donne, che un giorno hanno deciso di sovvertire la propria natura ed hanno iniziato a cercare la propria felicità in sé, fuori dal recinto domestico. Sì, colpa loro se con l’avvicinarsi della mezza età un uomo percepisce come una condanna non avere una compagna-geisha come quelle che ha conosciuto nell’infanzia. Donne che, non volendolo, sono irrimediabilmente vanesie, arroganti e prive di cultura. Un sunto di certo barbaro ma per nulla lontano dalla verità per l’articolo comparso in questi giorni su Rolling Stone Italia a firma Matteo Vicino.

Certo, già iniziare con la storiella degli uomini che vengono da Marte e le donne che vengono da Venere è un bel campanello d’allarme. “Attenzione: tsunami di luoghi comuni vecchi come un telegrafo in arrivo”. Donne italiane quasi tutte ignoranti che leggono Moccia e guardano 50 sfumature di grigio, che non conoscono Kubrick e non aiutano a sparecchiare dopo una cena in casa. Verrebbe da dire: ma tu esattamente che target di donne hai cercato?

L’ideale perfetto e illuminato di una donna per noi “maschi” è: ottima casalinga e passionale sotto le coperte – gli uomini vanno presi “a letto e in cucina” diceva mia nonna -, silenziosa, accondiscendente, ma che al momento giusto può tirare fuori una digressione accurata su Il Petroliere.

Fra le certezze su cui ha fondato la propria vita, l’articolista annovera la presenza delle donne di famiglia in casa mentre il papà andava a lavorare, cosa che “funzionava”. Ovvio che per qualcuno quella società funzionava, ma per chi esattamente? Forse solo per quegli uomini che portando i soldi in casa potevano essere esenti da qualsiasi altra preoccupazione nella vita. Con un buon posto di lavoro non dovevi conquistare una donna, era la famiglia di lei a spingertela fin sull’altare. Non dovevi nemmeno sforzarti di essere chissà quale buon marito o padre illuminato, tanto portavi i soldi in casa. Una donna invece imparava a fare di tutto, cosa che poi le tornava utile.

Non cadremo nel tranello di dare per scontato che tutti gli uomini fossero (o siano) così. Innegabile però che quel tipo di società richiamata con nostalgia su Rolling Stone (e pensare che a dirigerlo è una donna, Selvaggia Lucarelli), è proprio quella che rendeva quell’identificazione più facile. Proprio lì è nata la crisi degli uomini di oggi in cui l’autore si riconosce, ben prima che il femminismo rendesse la donna autonoma e indipendente.

Non tutti gli uomini sono così, solo quelli che non riescono ad adattarsi ai cambiamenti

Una crisi nata da uno stato di predominio apparente dietro cui tanti uomini si sono nascosti per non sforzarsi appunto di affrontare la vita di petto. Darwin ci ha insegnato che l’evoluzione non premia la specie più forte, ma quella che meglio sa adattarsi all’ambiente. Le donne non possono prendersi la colpa per essersi dimostrate più lungimiranti nel loro dinamismo mentre gli uomini pretendevano la cristallizzazione dei propri privilegi.

Siamo sicuri che questa “liberazione della donna” abbia prodotto effetti positivi? Se prendiamo gli ultimi tempi, vediamo una società disgregata.

Le donne italiane non hanno trovato in me un potenziale compagno di vita? Allora sono narcisiste, ignoranti come la merda e osano distruggere le carriere denunciando i propri molestatori. Sì, ancora un sunto barbaro ma realistico del testo.

Di donne intelligenti ne ho trovate anche io. Ma quando dicevano qualcosa che io non sapevo, o erano più colte, affascinanti, raffinate di me… sono sempre scappato.

Bingo. No, non tutte le donne che ha incontrato erano una caricatura stereotipata partorita da un maschio fragile. Ce n’erano di brillanti, ma sono state scartate. Una donna forte d’altronde spaventa solo un uomo debole. Meglio frequentare quelle con meno cultura, almeno così mi garantisco che per manifesta inferiorità una di loro si rassegni ad un contratto sentimentale a tempo indeterminato con me, uomo spaventato dalla vita. Guarda un po’ che schifo l’autodeterminazione, ora anche una donna “ignorante” può pretendere uno standard nella scelta del partner.

E allora, donne, siate uomini! Usate il vostro talento, mettete l’arte spazzatura nel cestino, cancellate i mediocri che affollano le librerie e i cinema che voi stesse avete creato, allontanatevi dalla percezione folle del vostro aspetto in base a quanti uomini riuscite ad attrarre grazie a un rossetto diverso.

L’unica consolazione nella lettura di questo autogoal esistenziale è che per fortuna non vi riconosciamo tutti gli uomini nelle nostre vite. Accogliamo con rispetto tutti coloro – uomini e donne – che affrontano con dinamismo la vita e che imparano a cercare nell’altra persona delle affinità elettive e non un modo per riempire i propri vuoti emotivi.

Gli uomini che sanno bastarsi da sé, che hanno imparato dalle donne come essere felici con o senza qualcuno, sono quelli che ammiriamo anche noi. Perché non possiamo ancora guardare ad un uomo e considerarlo un debole solo perché “fa cose da donna”. La mascolinità integralista di un tempo ha fregato gli uomini deboli di oggi. Chi ha imparato ad adattarsi alle nuove circostanze ne è uscito più forte perché più evoluto.

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6 commenti

  1. Quindi un uomo debole deve rinunciare ad avere l’affetto di una donna secondo voi? Vorrei una risposta da chi ha scritto l’articolo!
    Io sono d’accordo con l’aver accennato a Darwin, ma in una società civile non è possibile dire ciò.
    Altrimenti lasciamo anche senza cure gli ammalati, lasciamo morire i disabili alla nascita e così via (l’iperbole è una provocazione)

    In una società civile, è corretto avere una PARITà tra i sessi, ma non ostinarsi all’inverosimile al favorire le donne.
    Io sento ancora donne che inneggiano alla parità, ma vogliono l’uomo che le offra la cena fuori, le ì vada a prendere a casa, si comporti da uomo, le protegga ecc.; poi però se uno fa queste cose viene additato da debole e di non essere uomo.
    queste cose di galanteria maschile può pretenderle una donna che poi non pretenda di fare l’uomo; se una donna pretende LECITAMENTE tutta la libertà che deve esserci in una società civile attuale, poi non può pretendere anche che un uomo si comporti come cento anni fa.

    Io per fortuna ho incontrato anche donne intelligenti che nonostante femministe, mi abbiano offerto loro da bere e si siano comportate in modo coerente alle loro pretese!
    Secondo la maggiorparte invece, l’uomo “debole” deve estinguersi e rinunciare a completare la propria vita con una donna che lo ami e stimi.

    E la colpa di tutto questo non è di voi donne, ma degli uomini di oggi che accettano giustamente la donna emancipata, ma continuano a corrervi dietro, corteggiarla, farle regali, trattarla come una donna degli anni ’50 e farle capire che ha lei il coltello dalla parte del manico e che può avere chiunque voglia. O una o l’altra cosa!
    Dare troppo serve solo a ottenere approfittazione.

    UOMINI iniziate a trattare le donne in modo paritario come richiedono, a trattarle come trattereste un amico,senza guanti, e vedrete come in una decina di anni saranno loro a cercare voi.

  2. Rolling Stone è il giornale più misogino, maschilista, omofobo, indegno del nome che porta. È odioso, odioso terribilmente tutto ciò che va contro le donne sempre e comunque. Maschi non vi basta che vi abbiamo dato la vita? Voletela pure togliercela?! Perché in fondo siete invidiosi di noi donne che abbiamo la facoltà di partorire la vita e voi invece sapete solo spargere il seme, il più delle volte precocemente. Addio uomo, io per questo amo le Donne! Siamo precoci anche noi, ma nell’arte di partorire le Idee, soprattutto. Noi usiamo la testa non il ca…

    1. Giusto, ma l’articolo è uscito proprio nella sezione online, c’è pure il link all’originale nel primo paragrafo.

      1. Ti ringrazio, mi era sfuggito il link. L’articolo si commenta da solo, purtroppo.

  3. è normale volere un compagno o una compagna passionale ma casalinga anche no. L’articolo di Matteo Vicino è folle e reazionario. Una donna il rossetto se lo mette per se stessa, desidera essere attraente quanto lo desidera un uomo e non c’è nulla di male, tutto il resto dell’articolo è pieno di cavolate reazionarie

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