Unioni civili. Margherita sposa la compagna prima di morire

Margherita e sua moglie si sono sposate il 27 luglio nell’hospice milanese Casa Vidas. A metà luglio, Margherita aveva scritto a Renzi affinché accelerasse la pubblicazione dei decreti attuativi per celebrare le prime unioni civili. Margherita aveva fretta perché era malata terminale. Il suo è stato un matrimonio in extremis. Sabato 30 luglio è morta.

Lei e la compagna stavano insieme da 25 anni. Si erano conosciute quando Margherita di anni ne aveva 28, erano entrambe insegnanti. Margherita aveva chiesto di potersi unire civilmente per godere di quei diritti che, di fatto, l’Italia dovrebbe garantire già da tempo: «Voglio sapere che lei, quando io non ci sarò più, sarà al sicuro. Che potrà avere la mia pensione e la mia reversibilità: non stiamo chiedendo la luna».

Unioni Civili Milano: Margherita malata terminale si sposa per prima!

Il decreto ponte, quello che regola le unioni civili fino al decreto definitivo – che dovrebbe arrivare entro sei mesi – è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale giovedì 28 luglio. Ad offrire la possibilità a Margherita e a sua moglie di unirsi civilmente – nonostante la lentezza della politica e della burocrazia italiana – è stato il comune di Milano: il 27 luglio un funzionario di Palazzo Marino è andato a Casa Vidas e ha registrato l’unione tra Margherita e la sua compagna, riservandosi di trascriverla una volta pubblicati tutti i decreti.

La storia di Margherita e di sua moglie andrebbe ricordata a tutti quelli che, per anni, ci hanno detto che le unioni civili, che i diritti delle persone LGBT, non dovevano essere una priorità. In extremis, Margherita ce la fatta. E anche se è una storia triste, sappiamo che è stato esaudito il suo ultimo desiderio.

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