Centrodestra italiano, il valzer delle unioni civili: sì, no, forse

Le mille giravolte sulle unioni LGBT: abolirle, indebolirle o lasciarle intatte?

Un, due, tre; un, due, tre; ogni giorno una nuova giravolta. La coalizione di centrodestra ha buone chance di raccogliere la maggioranza relativa alle prossime elezioni politiche in Italia. Non che ci voglia molto in un paese che torna a scoprirsi politicamente smembrato in un milione di piccoli pezzi. Le tre teste di Cerbero dei conservatori italiani – Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni – giurano che sono perfettamente d’accordo su ogni punto del programma. Sarà così su tutto?

Coalizione centrodestra italiano

Noi perfidi servitori del gender però – che palle – sempre a rompere le scatole al prossimo. Ormai non abbiamo più neanche il primato della trasgressione e ci riscopriamo persone di famiglia, mica va bene. Come possiamo competere con i tre grandi professionisti della famiglia, che ne hanno generate in copiose quantità? Mica facile rispondere. Che sotto sotto quei tre mattacchioni siano indecisi fra lasciarci il contentino e stimolarci a seguire il loro esempio? D’altronde nessuno dei tre è attualmente sposato.

Quella che ci tiene proprio tanto a toglierci decenni di lotta per le unioni civili è Giorgina. Lei – paladina della famiglia tradizionale (forse perché non è riuscita a formarla?) – ha fatto una promessa solenne già ai tempi del Family Day. Se molti suoi amici maschi single dai lunghi vestiti variopinti difendono un tipo di famiglia che non hanno, lei farà lo stesso.

Proposta di Giorgia Meloni: abolire le unioni civili e modificare la Costituzione italiana affinché si rimangi quelle cavolate dell’articolo 3 sull’uguaglianza dei cittadini. L’unico tipo di unione sarà il matrimonio fra uomo e donna, ma non siate maleducati nel metterle fretta di convolare a nozze. Con quello che costa oggi un grafico, dopo il Photoshop ignorante sulle immagini del manifesto, sai che preventivo per un album di nozze?

Certo, lo scoglio maggiore sarebbe trovare in un sistema a tre poli una maggioranza bulgara per modificare la Costituzione come fosse un articolo Wikipedia. Una volta superato lo scoglio si potrebbe intervenire però pure su quella XII disposizione transitoria e finale che bacchetta il fascismo. Ne sarebbe tanto contenta un’altra paladina della famiglia tradizionale, Alessandra Mussolini. Con tanti saluti all’incauto marito farfallone.

Salvini poi proprio non riesce a darcela una risposta in tema di unioni civili. Confetti, abito, inviti: possiamo iniziare a versare l’acconto? Meglio di no. Perché per Matteo l’unico punto fermo è che ogni bambino italiano (possibilmente da ventordici generazioni, se no è un clandestino da ributtare a mare) abbia un papà ed una mamma. Alle domande sull’abolizione si sottrae, anche se la sensazione che in caso di proposta della coalizione non esiterà a buttarci dalla torre, beh, c’è eccome.

Il caro vecchio Silvio invece? Nonostante condanne penali e figuracce barbine torna sempre su come la peperonata. Lui è da sempre il venditore perfetto, in grado di rifilare qualunque cosa alla propria clientela. Usato, datato, danneggiato, ogni articolo te lo presenta come fosse l’iPhone 11 e guai a dirgli che non c’è ancora sul mercato.

Proprio per tutte queste ragioni stiamo assistendo dall’inizio di febbraio al più triste degli spettacolini da Drive In. Non c’è giorno in cui come capo della coalizione di centrodestra non intervenga sulle unioni civili. Un giorno ha ripreso Giorgina e Matteuccio per aver parlato di abolizione, cosa che senza il suo permesso non possono fare. Poi però resta da solo, dimentica la paginetta scritta sulla sua posizione e parla della bontà della famiglia tradizionale, quindi meglio eliminarle ‘ste benedette unioni. La povera Mara Carfagna oramai non sa più come interpretare le giravolte del capo e ci giura solennemente che le unioni civili restano così come sono. Che culo! Cretini noi a sperare nel matrimonio egualitario.

Oh, non sia mai che questi gay vogliano mettersi a paragone con la sacra famiglia di un ultraottantenne, una disinteressata compagna di 50 anni più giovane e un cagnolino di nome Dudù. Anche se il quattro-zampe mica ce la racconta giusta: il destrorso Alfonso Signorini giurava che il cucciolo fosse inequivocabilmente gay ed effeminato. La stessa signorina Pascale, compagna dell’ex-Presidente del Consiglio, è sembrata più che vicina agli ambienti gay. Come non dimenticare poi la cena con Vladimir Luxuria?

Eh sì, mica ce la possiamo prendere più di tanto. Lui, Berlusconi, anche se siamo gay, lesbiche, bisex o trans, alla fine come Italiani ci ama così. A quattro zampe, cuccioli, in cerca di un croccantino o di una sua carezza come fosse un atto di generosità e non dovuto: i perfetti animali da compagnia del suo circo umano privato. Pesci orgogliosi di entrare nell’acquario del Mega-Direttore Galattico.

Ieri Berlusconi ha assicurato: “Sulle unioni civili sono stato frainteso”, vecchio film vintage ed evergreen che lo vede protagonista dai primi anni ’90. Questione di ore e in lui tornerà a farsi largo la malsana idea di una riforma anticostituzionale che nella più ottimistica delle ipotesi svuoterebbe le unioni civili. Postilla n. 1: blocco totale della stepchild adoption. Che sia una boutade per raccattare appoggi ecclesiastici e voti dall’estrema destra, poco importa. Già solo ventilare un’ipotesi tanto assurda, offensiva, dispendiosa e pressoché irrealizzabile dovrebbe farci smettere di essere barboncini e drizzare le orecchie come pitbull. E se non vi va di ringhiare preventivamente in quanto LGBT, fatelo almeno per la vostra dignità di cittadini e contribuenti.

La minaccia del centrodestra: “Aboliremo le Unioni Civili” VIDEO

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