Universal Love, la compilation per il matrimonio gay con Bob Dylan, St. Vincent e Kesha

Un album dedicato alle coppie gay che si sposano

In America è uscita una compilation d’eccezione in cui diverse stelle della musica cantano cover delle canzoni da matrimonio più amate. La particolarità? Ogni cantante ha modificato i pronomi per rendere il brano adatto a raccontare l’amore fra coppie omosessuali. Tra gli artisti coinvolti nel progetto per dare il proprio supporto al matrimonio gay ci sono il premio Nobel Bob Dylan, St. Vincent, Kesha e tanti altri.

Dylan ha così trasformato il classico popolare del 1929 (dal Great American Songbook) “She’s Funny That Way” in “He’s Funny That Way“. St. Vincent ha trasformato “And Then He Kissed Me” delle Crystals in “And Then She Kissed Me“, mentre Kesha ha ripreso “I Need a Man to Love” come “I Need a Woman to Love“. Ben Gibbard dei Death Cab For Cutie si è misurato con il capolavoro dei Beatles “And I Love Her” (“And I love him“). Kele Okereke dei Bloc Party con “My guy” ha reinterpretato “My girl” dei Temptations.

Il responsabile dell’iniziativa, Rob Kaplan, ha raccontato soddisfatto al New York Times come è riuscito a coinvolgere nel progetto anche Bob Dylan:

Ha subito accettato la proposta. E non è stato solo un “sì”, ma un “sì, ho un’idea per la canzone da fare”.

Dylan ha una figlia lesbica avuta dalla sua seconda moglie, la corista Carolyn Dennis, la quale ha sposato la sua compagna nel 2014.

Tom Murphy, co-produttore dell’album, ha spiegato lo spirito dietro la scelta di riscrivere le canzoni d’amore più amate per renderle più inclusive:

Se pensi alla storia della musica pop, le canzoni d’amore sono tutte scritte dalla prospettiva eterosessuale. Se la musica deve unire le persone, allora non è giusto che queste canzoni pop diventino di tutti?

È folle pensare che un artista possa scrivere solo dell’amore corrispondente alle sue inclinazioni sessuali, come dice qualcuno con la tastiera più veloce del cervello, come se cantare di un sentimento fosse possibile solo per chi l’ha provato in prima persona. Non è così, ed è una gran bella fortuna: il sogno, la trasformazione dell’immaginato, la fuga verso realtà che non esistono, c’è chi scrive solo per provare sensazioni così. Ed è per questo che l’uscita di una piccola compilation come Universal Love è una buona notizia. Speriamo che non sia l’unica.

Una compilation per dire sì al matrimonio gay

La modifica sostanziale del testo di un brano è stata soggetta per rispetto agli artisti originali ancora in vita ad una richiesta di permesso. Il produttore esecutivo Rob Kaplan ha assicurato che la risposta è stata incredibilmente positiva.

Ben Gibbard dei Death Cab for Cutie, noto per un pezzo polemico sul Daily Beast del 2012 in cui si schierò con veemenza a favore del matrimonio gay, ha scelto la cover di “And I Love Her” dei Beatles perché era la canzone che il padre suonava spesso per la madre. Bella anche la testimonianza di Valerie June, che ha raccontato il disappunto provato al matrimonio di sua cugina con la neo-moglie: nessuna delle canzoni durante quella giornata raccontava il “loro” amore. L’amore cambia forma ma resta uguale per tutti.

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