Verona. Dal 29 al 31 marzo antiabortisti e omofobi col sostengo del Governo

Al Congresso Mondiale delle Famiglie, omofobi, antiabortisti, tre Ministri italiani e il presidente del Parlamento europeo Tajani.

Dal 29 al 31 marzo a Verona si terrà il Congresso Mondiale delle Famiglie (Word Congress of Families – WCF), una tre giorni di incontri il cui fine è «affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società».

L’evento ha ottenuto il patrocinio del Ministero per la Famiglia. A Verona, infatti, arriveranno anche il ministro Lorenzo Fontana e il ministro dell’interno Matteo Salvini, oltre al governatore della regione Veneto Luca Zaia e al sindaco di Verona Federico Sboarina. Tutti esponenti della Lega. Tra gli altri parteciperà anche il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani e la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Anti-abortisti, omofobi e integralisti religiosi

L’idea di creare un’alleanza transnazionale a sostengo della famiglia “tradizionale”, contraria all’aborto e ai diritti delle persone LGBTI, parte da lontano. Per l’esattezza dalla Russia, quando più di vent’anni fa Anatoly Antonov e Viktor Medkov, due professori di sociologia all’università statale di Lomonosov a Mosca, il mistico ortodosso Ivan Shevchenko, entrarono in contatto con l’americano Allan Carlson, allora presidente del Centro per la Famiglia, la Religione e la Società.

Secondo un report del gruppo Political Research Associates, il WCF usa “questa retorica ‘pro-famiglia’” per “promuovere nuove leggi che giustificano la criminalizzazione delle persone Lgbti e dell’aborto, scatenando effettivamente in giro per il mondo una valanga di legislazioni anti aborto e anti-Lgbti, persecuzioni e violenze che alla fine danneggiano – e cercano di smantellare – tutte le ‘famiglie non tradizionali’”.

Negli ultimi anni i gruppi anti-abortisti e omofobi si sono moltiplicati, in particolar modo in Italia. Complice una certa politica che ne condivide le posizioni. Non è un caso nemmeno la location del WCF. Ad ottobre del 2018 giunta comunale, guidata dal sindaco leghista Federico Sboarina, ha approvato una mozione che proclama Verona “città a favore della vita”, attraverso la quale vengono stanziati fondi per le associazioni cattoliche che realizzano iniziative contro l’aborto. Una mozione che ha ottenuto il plauso del Ministro Lorenzo Fontana, e del collega di partito Simone Pillon.

Lo scorso anno, entrambi, Fontana e Pillon, avevano partecipato alla “Marcia per la vita“, il più grosso appuntamento pro-life in Italia. Fontana inoltre è iscritto a un piccolo gruppo, il “Comitato no 194”, che vorrebbe abolire con un referendum la legge 194/78, e sostituirla con una normativa che punisca donne e medici che ricorrono all’aborto con una pena detentiva.

Il sostegno delle istituzioni

Nei giorni scorsi, esponenti di Più Europa, Emma Bonino e Riccardo Magi, insieme a Rossella Muroni e Ivan Scalfarotto, avevano presentato un’interrogazione parlamentare affinché il premier Conte chiarisse la posizione del Governo rispetto alla manifestazione veronese. Al WCF, infatti, parteciperanno relatori da tutto il mondo, alcuni di questi famosi per le loro posizioni omo-transfobiche e contrarie alle libertà delle donne.

Tra questi spiccano Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità (uno dei principali ispiratori delle leggi anti-propaganda gay in Russia); il presidente moldavo Igor Dodon, che ha spesso espresso posizioni omofobe, Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 propose una legge per criminalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso, e Lucy Akello, ministro ombra per lo sviluppo sociale in Uganda, che nel 2017 presentò al parlamento una legge contro le coppie omosessuali, già proposta nel 2014, che prevedeva originariamente la pena di morte per “omosessualità aggravata”.

A livello europeo, l’europarlamentare Elly Schlein (Possibile/S&D) ha inviato una lettera al presidente del parlamento, Antonio Tajani, affinché chiarisca la sua partecipazione al World Congress of Families, «Preoccupa il plauso delle istituzioni nazionali e regionali ad un evento dai connotati fortemente discriminatori verso i diritti delle donne e della comunità LGBTI. Auspico che il Presidente Tajani, in virtù del suo ruolo istituzionale, che lo porta ad essere garante di tutte le famiglie europee, prenda le distanze da questa manifestazione chiarendo che non vi prenderà parte»

Finora nessuna risposta dalle istituzioni, in compenso associazioni LGBTI e gruppi femministi stanno organizzando tre giorni di proteste, dibattiti, assemblee e spettacoli che si svolgeranno in città, negli stessi giorni del Congresso delle famiglie. In particolare le attiviste di Non una di Meno hanno organizzato una manifestazione che si svolgerà sabato 30 marzo, mentre domenica 31 in città si terrà un’assemblea pubblica a cui parteciperanno diverse personalità impegnate nella difesa dei diritti civili e della libertà delle donne, come l’argentina Marta Dillon, Eva von Redecker dell’università Humboldt di Berlino, Adriana Zaharijevic dell’università di Belgrado.

 

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Un commento

  1. Friedrich Nietzsche ci aveva avvisato: una volta rifiutato Dio, quello che ci aspetta in questa nostra era postcristiana è l’inversione dei concetti di bene e male. Umiltà, obbedienza, rinuncia personale, tutto ciò che era un tempo pensato come buono e giusto è stato sostituito dall’imporre il proprio volere, soddisfare le proprie voglie, schiacciare il debole, scacciare pensieri di una vita dopo la morte, vivere l’istante: le nuove virtù. Il Superuomo, l’opposto del Santo.

    Un Superuomo che intende perseguire «la virtù della laicità» e della tolleranza, per cui nessun valore è «sacro» e indiscutibile. E quindi, non avendo niente di sacro, ti distruggerà se appena gli conviene.

    L’abbiamo visto all’opera: l’aborto come diritto, l’eliminazione del bambino malato per il suo stesso bene, uomini che muoiono soli e disperati perché non esiste più una famiglia che stia loro accanto. Chi vogliono prendere in giro? Hanno gli stessi occhi del serpente. Quando parlano, lo si sente ridere.

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