Vicenza, prete benedice unione civile di due donne: “Rifarei tutto”

Il vescovo di Vicenza non l'ha presa bene, ma don Beppe Gobbo non demorde

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Lo scorso giugno nel comune di Schio veniva celebrata l’unione civile di due donne, Paola Pellegrini e Giovanna Tomiello. Rispetto ad altre cerimonie simili a far notizia era stato il coinvolgimento di un sacerdote. Poco prima infatti che il consigliere comunale procedesse ad unire civilmente le spose, don Beppe Gobbo aveva benedetto le fedi nuziali delle due ragazze. Non mancarono le polemiche e in questi giorni don Beppe torna a parlarne in occasione della conferenza su unioni civili, coppie di fatto e contratti di convivenza, svoltasi nella biblioteca comunale di Piovene Rocchette:

Dopo qualche settimana dalla vicenda di Schio di giugno scorso, ho casualmente rincontrato il vescovo di Vicenza, il quale mi ha chiesto se lo avrei rifatto in futuro. Ho risposto che sì, se si dovessero ripresentare le condizioni, lo rifarei.

Il sacerdote ha invitato al dialogo tutti coloro che esprimono una propria visione di fede e matrimonio, anche quando le posizioni sono distanti:

Vogliamo restare fermi sulle nostre tradizioni e credi oppure finalmente aprirci al dialogo e alla comprensione?

Per quanto ci riguarda come chiesa dobbiamo lavorare molto per garantire un cammino di pari passo con coloro i quali vogliono vivere la propria fede. Il vangelo c’è molto d’aiuto in questo caso, si parla molto di tolleranza e ci insegna ad aiutare i diversi e i bisognosi. In merito alle unioni civili non c’è chi ha ragione e chi ha torto, io di sicuro non ho la verità in tasca, però è un dato di fatto che in questi ultimi 40 anni le unioni civili siano diventate di gran lunga più numerose dei matrimoni celebrati in chiesa

L’importanza dell’unione civile nella vita delle spose

Paola Pellegrini, una delle due spose protagoniste della discussa unione civile, ha sottolineato l’impatto positivo che i diritti acquisiti hanno avuto sulla vita di entrambe:

Grazie alla legge Cirinnà ho potuto chiedere il trasferimento dalla provincia di Venezia, dove insegnavo, per ricongiungermi alla mia partner Giovanna qui a Schio, prima non avrei mai potuto. Le persone considerano le unioni civili come un matrimonio di serie B, dato che ci è negata la possibilità della stepchild adoption e non ci è imposto l’obbligo di fedeltà. Con la benedizione dei nostri anelli da parte di don Beppe, abbiamo voluto evidenziare l’importanza della fedeltà nella nostra famiglia.

Giovanna Tomiello, l’altra sposa, è un’educatrice nella comunità sociale onlus Radicà fondata proprio da don Beppe Gobbo:

È necessario andare oltre i pregiudizi, non sappiamo nemmeno quanti sono con esattezza gli omosessuali in Italia, perché si ha ancora molta paura del giudizio della gente. Per andare oltre è necessario che la società accolga il cambiamento.

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