Watersnakes: graphic novel di Tony Sandoval

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Per oggi un’altra graphic novel, appena uscita e facilmente reperibile! Urrà miracolo! Di cosa si tratta? “Watersnakes” di Tony Sandoval ed. Tunuè. Se il libro della turca Sezen peccava abbondantemente nei disegni, questo qui è un piccolo capolavoro in brossura da collezione. La storia non è politica, d’attualità è neanche realistica. Si tratta infatti di una peculiare storia di fantasmi e… denti!

Durante una passeggiata nei boschi una sveglia ragazzina bruna, Mila, incontra una sua coetanea biondissima e dai denti splendidi, Agnés. Lei vede lei e il colpo di fulmine è tenero, immediato e sconcertante. Entra così in gioco un’affascinante ambiguità che rende la prima metà del libro straordinaria. Sembra quasi uno di quei delicati film indipendenti dove splendide ragazze bionde e splendide ragazze more sentono vibrare scintille sconosciute tra di loro (es. la prima parte di quel film bello a metà che è “Fucking Amal”).

Poiché Mila e Agnés sono ancora ragazzine (e non è quel genere di storia), la voglia di giocare è preponderante e le loro successive scorribande nei boschi sono corse, scherzi ai passanti e tante chiacchierate. Tuttavia c’è un’affermazione che ritorna sempre: Agnès ripete a Mila «Sei unica, sei speciale, tu mi vedi tra mille». Mila non afferra completamente il senso della frase, ma è felice di essere unica per Agnès e davanti alla domanda «Ti piacciono le ragazze?» è costretta ad ammettere che non lo sa, non ci ha mai pensato.

Tutto procede come un sogno, eppure nella storia si percepisce qualcosa di irrisolto ed è quello che esplode nella seconda parte quando si raggiunge il climax sensuale tra le due ragazze. Chiuse in una stanza, le due si sdraiano vicine e si baciano. Il loro è un lungo bacio, per niente casto, e risveglia qualcosa dentro Agnés, un essere oscuro che abitava dentro di lei da troppo tempo.

Lo premetto è una favola gotica (che peraltro dopo aver intessuto una spettacolare storia di carezze, ambiguità e innamoramento ha uno scivolone finale discutibile), i denti hanno un senso (io mi sono domandata per decine di pagine il motivo di questo feticismo per la dentatura e non preoccupatevi, esiste) e la seconda parte è una sorta di metafora della prima. Si passa da una grande realtà alla fantasia in due secondi netti, ma la chiave di lettura, ossia le paure che ci si porta dentro dall’infanzia, la paura di ammetterle, le proprie difese che cedono quando qualcuno è accanto a noi, sta tutta nella parte fantastica.

Una storia splendida e delicata sul passaggio dall’infanzia all’età adolescenziale. Mostri che vengono fuori e in realtà non sono mostri, cose che sembrano sbagliate e invece sono meravigliose, i momenti oscuri che diventano i più splendenti, anche se noi lì per lì non lo sappiamo. E il coraggio prima di tutto, che senza, si rimane chiuse in una stanza da sole, invisibili per sempre a tutti.

Se siete delle appassionate del genere non potete perdervela. I disegni STRAordinari valgono tutto il prezzo del libro.

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