We’ve been around: la storia dimenticata del movimento trans #5. VIDEO

Lou Sullivan

Il nostro piccolo percorso fra eroi ed eroine dimenticat* del movimento trans americano si conclude con Lou Sullivan, la cui prima notizia dataci in We’ve been around è il suo trasferimento a San Francisco, nel 1975. Lou aveva bisogno di sentirsi accettato e di poter intraprendere la transizione da donna a uomo omosessuale. I medici, però, gli negavano questa possibilità: “Non puoi passare da donna a uomo gay, non puoi vivere così, non abbiamo mai sentito una cosa del genere”. Queste furono le prime risposte che ricevette.

Trattandosi di una persona assegnata femmina alla nascita, secondo i medici Lou poteva essere attratto dagli uomini o sentirsi un uomo, ma non entrambe le cose. Lou, invece, continuava a spiegare che la sua identità di genere e il suo orientamento sessuale erano due componenti diverse e non in conflitto. Ottenne di potersi sottoporre a intervento chirurgico di ricostruzione dei genitali solo nel 1986.

Attivista e scrittore, Lou Sullivan lottò per il riconoscimento degli uomini trans gay e fu tra i fondatori della GLBT Historical Society; a livello medico, Sullivan cercò di far togliere l’orientamento sessuale dai criteri per stabilire il disordine dell’identità di genere. Nel 1986 risultò positivo all’HIV. In un’intervista disse: “Mi ha fatto piacere, in un certo senso, poter informare la clinica di riassegnazione del genere che anche se il loro programma aveva stabilito che non avrei potuto vivere da uomo gay, sembra che morirò come tale.” E così accadde nel 1991.

I video della serie We’ve been around ci hanno parlato di donne, uomini, cantanti, attiviste, soldati, spaziando dagli anni della Guerra civile americana al diffondersi dell’HIV. In più di un secolo, molte altre persone trans hanno contributo a fare la storia di questa comunità, senza vedersi protagonist* di film o libri. Non è esistita solo Lili Elbe; quello che Roland Emmerich ci ha fatto vedere nel suo Stonewall deve essere rimesso nel contesto della storia, delle fonti e delle testimonianze. Che, trattandosi del 1969, non mancano.

Guardiamo, ascoltiamo, informiamoci. Teniamo presente – We’ve been around lo dice chiaro – che se non è mai stato facile raccontare il vissuto delle donne, ancora meno lo è trovare una narrazione che comprenda anche lesbiche e trans. Specialmente se si tratta di persone di colore.

We’ve been around #1 – Albert Cashier

We’ve been around #2 – Lucy Hicks Anderson

We’ve been around #3 – Little Ax

We’ve been around #4 – S.T.A.R. (Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson)

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Azzurra

Laureata in Civiltà Egee ma con la passione per la scrittura.

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